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La Cina utilizza l'intelligenza artificiale per creare propaganda, influenzando la percezione globale del conflitto di Gaza

DiEmman OmwandaEmman Omwanda
Tempo di lettura: 3 minuti.
Gaza
  • Il duplice utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito bellico solleva preoccupazioni etiche.
  • La Cina sfrutta l'intelligenza artificiale per la guerra strategica dell'informazione.
  • I controlli sulle esportazioni diventano strumenti delle strategie geopolitiche.

La guerra di Gaza, nota come "Operazione Al-Aqsa Flood", si è svolta il 7 ottobre 2023 e sarà la prima guerra del XXI secolo. Ha portato una nuova svolta con il coinvolgimento dell'intelligenza artificiale (IA). L'impiego dell'IA nelle operazioni militari, la costruzione di una mentalità internazionale e le risposte strategiche di attori globali di primo piano come la Cina dimostrano che le attuali zone di conflitto non sono semplici prodotti interattivi, ma complesse reti di interazioni.

L'intelligenza artificiale nel conflitto di Gaza è un attributo a due facce.

L'adozione di tecniche di intelligenza artificiale da parte delle Forze di Difesa Israeliane per il targeting all'interno dei confini della Striscia di Gaza ha offerto un approccio innovativo al campo di battaglia. Combinando droni basati sull'intelligenza artificiale, l'esercito israeliano è stato in grado di scoprire il sistema di tunnel di Hamas, lungo oltre 500 chilometri, a velocità accelerata. 

I tunnel non rappresenterebbero più una minaccia nemica misteriosa e imprevedibile, ma diventerebbero una vivida immagine colorata dell'attività sotterranea del nemico. Inoltre, i mirini di puntamento militari israeliani, basati sull'apprendimento automatico, rappresentano il passo avanti verso la precisione in guerra, riconosciuto alle forze armate per individuare la minaccia con meno angolazioni.

Tuttavia, il commercio con l'implementazione dell'IA nel caso israeliano si è rivelato tra i più riusciti grazie alla cooperazione internazionale. Gli Stati Uniti, in qualità di principale alleato di Israele, hanno insegnato la tecnologia "Smart Shooter" da loro implementata ai quadri israeliani e li hanno addestrati all'uso di questa tecnologia di IA, volta a migliorare la precisione delle capacità di puntamento, messa a dura prova dalla migliore manovrabilità dei droni di Hamas. 

Questa collaborazione mostra un quadro chiaro del continuo processo che l'intelligenza artificiale sta attraversando nella dottrina della guerra, quindi non sorprenderà più che in futuro la tecnologia assuma un ruolo chiave nelle dinamiche dei conflitti.

La strategia di contromossa della Cina: la guerra informatica.

Condividendo una profonda comprensione del ruolo dell'IA nella diplomazia e nelle operazioni di informazione, l'approccio della Cina al conflitto e alle sue conseguenze mostra una vasta gamma di modi in cui l'IA può essere utilizzata nella diplomazia e nello sfruttamento delle informazioni. 

Prima che il mondo si mobilitasse contro le vittime dell'operazione, i mass media aerei venivano sfruttati da Pechino a favore degli Stati Uniti e di Israele, e le tecnologie dell'intelligenza artificiale facevano un buon lavoro nel mostrare gli eventi e presentare gli operatori sotto una cattiva luce. 

Queste creazioni virtuali non solo sono diventate la prova dell'apartheid, ma hanno anche ottenuto un'enorme popolarità come mezzo di propaganda, sollevando la questione delle violazioni dei diritti umani a Gaza.

Oltre alla propaganda, la Cina controllava effettivamente l'esportazione di quei minerali essenziali per la produzione di chip edtron, che rappresentavano la risposta al supporto comunicativo fornito da Stati Uniti e Israele ai rifugiati di Gaza. 

La restrizione relativa alle esportazioni di gallio e germanio è la linea d'ombra e dimostra il potenziale tecnico della Cina nell'esercitare pressione attraverso le tecnologie, mentre il punto forte è l'importanza delle industrie high-tech negli scontri geopolitici.

Orientarsi nel complesso territorio dell'intelligenza artificiale nella guerra e nella diplomazia

Inoltre, la decisione cinese di sospendere l'invio di componenti e tecnologie di intelligenza artificiale all'interno della giurisdizione geografica israeliana rappresenta una forma avanzata di blocco. La Cina impone barriere al commercio nel campo delle tecnologie a duplice uso e cerca così di limitare i benefici difensivi derivanti dagli sviluppi dell'intelligenza artificiale, che si inseriscono nell'unità tra mercato e tecnologia e politica internazionale.

Gli eventi successivi, come l'"Operazione Al-Aqsa Flood", sollevano questioni fondamentali sulla gestione delle tecnologie di intelligenza artificiale in contesti sia militari che civili. L'intelligenza artificiale sembra rappresentare un ostacolo per l'efficienza militare di Israele e un'arma per la guerramatic della Cina, dimostrando il potenziale dell'intelligenza artificiale come tecnologia a duplice uso.

Con il continuo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, in tutto il mondo le persone incontrano difficoltà nel tentativo di definire principi e normative che siano all'altezza del rapido ritmo dell'innovazione dell'intelligenza artificiale e delle questioni etiche.

L'implementazione dell'IA nelle operazioni militari è considerata di primaria importanza, in quanto richiede trasparenza e responsabilità nelle operazioni militari. L'applicazione della tecnologia basata sull'IA, che si assume il ruolo di designare gli obiettivi e identificare gli individui, apre la strada al rispetto dei diritti umani

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Emman Omwanda

Emman Omwanda

Emmanuel Omwanda è esperto nei mercati delle criptovalute, con competenze sia di analisi fondamentale che tecnica. Prima di entrare a far parte Cryptopolitan, ha lavorato per diversi siti di informazione sul mondo delle criptovalute, tra cui CoinEdition, The Crypto Basic, CryptoNews Flash e DroomDroom. Ha conseguito una laurea inmatice Informatica presso la Kenyatta University, in Kenya, e attualmente sta completando il suo ultimo anno di studi per ottenere una laurea in Comunicazione e Studi sui Media.

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