I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti) hanno adottato ufficialmente la Dichiarazione di Kazan durante il loro vertice annuale tenutosi oggi a Kazan, in Russia.
Ildent russo Vladimir Putin (che quest'anno èdent dei BRICS) ha confermato che la Dichiarazione è pronta per essere presentata presto alle Nazioni Unite.
Ha confermato che include decisioni su una maggiore espansione del blocco, oltre a un'attenzione specifica alle questioni internazionali. Il Cremlino ha anche chiarito che non vi sono disaccordi sulla posizione dei BRICS sulla crisi ucraina in corso.
Focus su Ucraina e Medio Oriente
Uno dei punti principali della dichiarazione riguarda l'Ucraina. I BRICS hanno chiesto l'adesione alla Carta delle Nazioni Unite, spingendo per soluzioni pacifiche attraverso il dialogo e la diplomazia.
Il documento afferma che sono state prese in considerazione proposte di mediazione per risolvere il conflitto, anche se i dettagli restano riservati.
La Dichiarazione di Kazan dedica inoltre notevole attenzione all'escalation di violenza in Medio Oriente. I leader hanno espresso "grave preoccupazione" per la crisi umanitaria a Gaza e in Cisgiordania, causata dall'offensiva militare israeliana.
I paesi BRICS hanno condannato la morte di civili e la distruzione di infrastrutture. La dichiarazione chiede l'immediata cessazione delle azioni militari in queste regioni.
Sanzioni, riforma finanziaria e mosse economiche dei BRICS
Le sanzioni occidentali sono state duramente criticate nella Dichiarazione di Kazan. I BRICS hanno espresso la loro "profonda preoccupazione" per l'impatto delle sanzioni unilaterali (soprattutto quelle imposte senza un consenso internazionale) sull'economia globale.
Hanno sottolineato che misure come queste ostacolano il commercio e compromettono il perseguimento globale degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Data la composizione dei BRICS, con molti paesi membri già sottoposti a sanzioni, ciò non sorprende.
La dichiarazione ha anche delineato i piani per la riforma del sistema finanziario internazionale. I BRICS vogliono che l'attuale architettura venga ristrutturata per renderla più inclusiva ed equa, in particolare per quanto riguarda la governance economica globale. Ritengono che il sistema debba adattarsi per riflettere meglio le esigenze del mondo, non solo gli interessi di pochi eletti.
Infrastrutture, assicurazioni e innovazioni finanziarie
I BRICS stanno esplorando l'idea di una strutturadent di regolamento e deposito transfrontaliero denominata BRICS Clear. In caso di successo, questo sistema si affiancherà alle infrastrutture dei mercati finanziari esistenti, offrendo però un'alternativa guidata dai BRICS.
Parallelamente, è in fase di valutazione l'idea che i BRICS creino una compagnia di riassicurazionedent , anche se la partecipazione sarebbe volontaria.
Il blocco si sta inoltre concentrando sull'espansione dei meccanismi di cooperazione interbancaria, sulla promozione di pratiche finanziarie innovative e sullo sviluppo di modalità di finanziamento dei progetti in valute locali.
La Dichiarazione di Kazan ha toccato anche la questione della governance globale. I BRICS hanno ribadito il loro sostegno al mantenimento di un Fondo Monetario Internazionale (FMI)trone di una Rete di Sicurezza Finanziaria Globale ben finanziata.
Hanno inoltre riconosciuto l'importanza costante del G20 nel facilitare risultati produttivi e basati sul consenso. Questa attenzione alla cooperazione globale non è una novità, ma i BRICS hanno sottolineato che le strutture attuali devono essere più rappresentative ed eque.
Il vertice dei BRICS ha anche riunito Cina e India per un momento importante. Ildent cinese Xi Jinping e il primo ministro indiano Narendra Modi hanno tenuto colloqui formali per la prima volta in cinque anni.
L'incontro è avvenuto dopo un periodo di tensione tra i due Paesi, a seguito di un mortale scontro militare avvenuto nel 2020 lungo il confine himalayano.
Entrambi i leader hanno concordato di migliorare la comunicazione, con Modi e Xi che hanno incaricato i loro funzionari di adottare misure concrete per stabilizzare tutti gli aspetti dei loro rapporti bilaterali. L'India ha anche confermato di aver raggiunto un accordo con la Cina per risolvere la situazione di stallo militare in Ladakh, sebbene non siano stati condivisi dettagli.

