La fiorente economia americana rende gli alti tassi di interesse una scommessa sicura per il 2025. Nel frattempo, l'Europa si prepara a tagli drastici, mentre le sue difficoltà economiche si aggravano.
La divergenza di politica monetaria tra la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea (BCE) sta ampliando il divario dei tassi di interesse e le conseguenze si stanno facendo sentire duramente, soprattutto sui mercati globali.
Questa crescente divisione minaccia i piani deldenteletto Donald Trump di rilanciare le esportazioni statunitensi, e al contempo alimenta vecchie tensioni tra Trump e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell.
Il dollaro USA è aumentato del 5% rispetto all'euro quest'anno. Gli analisti di mercato prevedono che questo divario di tasso supererà i due punti percentuali nel 2025, spingendo il dollaro al rialzo. Trump, noto per il suo disprezzo per il dollarotrondurante il suo primo mandato, potrebbe nuovamente attaccare la Fed.
Il divario dei tassi: un mal di testa crescente
La disparità tra Stati Uniti ed Europa non è una novità. Durante la prima presidenza di Trump, gli aggressivi aumenti dei tassi da parte della Fed hanno ampliato il divario, mentre la BCE ha mantenuto i tassi al di sotto dello zero.
Ha accusato la Fed di aver danneggiato il commercio, sostenendo che i tassi elevati hanno gonfiato il dollaro. Ora, entrambe le banche centrali stanno allentando le politiche, ma l'urgenza dell'Europa è di gran lunga superiore a quella dell'America.
La BCE sta tagliando i tassi per sostenere la sua economia stagnante, alle prese con una crescita lenta sin dall'inizio della pandemia. Al contrario, la resilienza economica degli Stati Uniti ha attenuato le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed.
Latrondomanda dei consumatori e l'indipendenza energetica mantengono gli Stati Uniti in vantaggio. I mutui a tasso fisso hanno protetto i proprietari di case, attenuando l'impatto di una politica monetaria più restrittiva.
"L'Europa appare ogni giorno più debole", ha affermato . La BCE è ansiosa di tagliare i tassi mentre la regione si trova ad affrontare una tempesta perfetta di problemi economici. L'inflazione post-pandemica e la crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina hanno paralizzato l'Europa.
La dipendenza dalle fonti energetiche russe e la lentezza degli sforzi di ripresa stanno pesando sulla crescita, mettendo l'Europa in netto svantaggio.
La forza dell'America complica i piani commerciali di Trump
La sorprendente forza economica degli Stati Uniti sta sfidando le previsioni precedenti. Alla fine dello scorso anno, gli analisti prevedevano che la crescita degli Stati Uniti si sarebbe attestata intorno all'1% nel 2024. Ora, una performancetronalle aspettative li ha costretti a ricalibrare.
Entro il 2025, si prevede che la Fed attuerà meno tagli dei tassi di interesse di quanto previsto in precedenza. Questa resilienza comporta delle complicazioni per Trump, che si è impegnato a imporre dazi sui partner commerciali, tra cui Europa e Cina.
Dazi doganali più elevati potrebbero alimentare l'inflazione e costringere la Fed a mantenere tassi di interesse più elevati. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che misura l'andamento del dollaro, è già salito di oltre il 6% quest'anno. La forza del dollaro rende i prodotti statunitensi meno competitivi all'estero, il che potrebbe vanificare le ambizioni di Trump in termini di esportazioni.
A differenza dell'Europa, che ha faticato a trovare un equilibrio dopo la pandemia, l'America ha mantenuto un ritmo di crescita superiore ai trend pre-COVID. La produttività negli Stati Uniti è aumentata vertiginosamente. L'immigrazione post-pandemia ha aiutato le imprese a soddisfare la domanda dei consumatori.
Ma la promessa di Trump di limitare l'immigrazione potrebbe vanificare questi progressi. Il tasso di interesse neutrale – il livello al quale la politica monetaria non stimola né rallenta l'economia – è aumentato negli Stati Uniti. Gli analisti ritengono che questo cambiamento strutturale manterrà i tassi più alti più a lungo.
A Wall Street, alcuni trader ritengono che la valutazione del dollaro abbia raggiunto livelli insostenibili. Le previsioni indicano un indebolimento del dollaro verso la fine del 2025. Ma per ora, il dollarotronè un'arma a doppio taglio. Danneggia le esportazioni, ma attutisce gli shock inflazionistici derivanti dai dazi.
Cosa riserva il futuro ai tassi di interesse?
Si prevede che la Fed taglierà i tassi solo dello 0,25% questo mese. I mercati prevedono solo tre tagli dei tassi nel 2025, mentre in Europa potrebbero essercene molti di più. Le politiche di Trump potrebbero aggravare questo divario. Il suo approccio ai dazi potrebbe aumentare le pressioni inflazionistiche, costringendo la Fed a mantenere i tassi invariati.
I problemi dell'Europa rendono la posizione della BCE ancora più precaria. La sua dipendenza dai tagli dei tassi per stabilizzare l'economia contrasta con la capacità degli Stati Uniti di superare le rigide condizioni monetarie. Gli economisti prevedono scarsi miglioramenti per l'Europa nel 2025. Le prospettive di crescita rimangono fosche, senza segnali significativi di ripresa all'orizzonte.
Le difficoltà della BCE sono aggravate dalla crisi energetica. Le interruzioni post-guerra in Ucraina continuano a gravare pesantemente sulla produzione industriale della regione. Al contrario, l'indipendenza energetica degli Stati Uniti ha protetto il Paese da shock simili, garantendo alla Fed maggiore flessibilità.

