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I problemi colpiscono le banche statunitensi a causa del "debanking"

DiFirenze MuchaiFirenze Muchai
Tempo di lettura: 4 minuti.
I problemi colpiscono le banche statunitensi a causa del "debanking"
  • Le accuse di chiusure di conti per motivi politici e di attacchi al settore delle criptovalute scatenano dibattiti sul debanking nel settore bancario statunitense.
  • Si sostiene che l'eccessiva regolamentazione stia soffocando la crescita dell'intelligenza artificiale e delle criptovalute, con misure come le tasse sul mining Bitcoin e il controllo sulle tecnologie emergenti.
  • Trump promette di indagare sulle agenzie, di far rispettare le norme sull'accesso equo e di porre fine alla politicizzazione delle pratiche bancarie.

Banche, dazi, Trump ed Elon Musk si portano a casa il trofeo annuale. Il 2024 sta per concludersi, il che significa che mancano solo 20 giorni all'insediamento di Donald Trump comedent degli Stati Uniti. Una delle sue più grandi promesse al popolo americano è quella di migliorare l'economia del Paese, e il suo sguardo è puntato sul settore bancario, che peraltro è al centro di una controversia soprannominata "debanking" 

A più di un anno dalle dichiarazioni di Nigel Farage sul debanking nel Regno Unito, il dibattito si sta infiammando negli Stati Uniti. Voci popolari, tra cui il venture capitalist Marc Andreessen e il magnate della tecnologia Elon Musk, hanno espresso preoccupazione per la perdita di accesso al sistema bancario da parte di privati ​​e aziende, presumibilmente a causa di affiliazioni politiche o legami con le criptovalute.

Marc Andreessen, co-fondatore di Netscape e influente investitore, ha evidenziato la questione durante un'intervista di fine novembre con il conduttore del podcast Joe Rogan. Andreessen ha affermato che le banche stanno prendendo di mira individui di destra, etichettandoli come "politicamente esposti" e interrompendo i legami finanziari. 

Ha inoltre affermato che le banche, sotto la pressione dell'amministrazione Biden, hannomaticchiuso i conti legati ad attività legate alle criptovalute.

Il rapporto teso delle banche statunitensi con le criptovalute: le voci aumentano di volume

"Negli ultimi quattro anni, conosco 30 fondatori di aziende tecnologiche a cui è stato revocato l'accesso ai servizi bancari", ha affermato Andreessen, scatenando un'ondata di aneddoti da parte di utenti dei social media che riportavano esperienze simili. I suoi commenti hanno gettato benzina sul fuoco, alimentando un ampio dibattito sulla politicizzazione delle pratiche bancarie.

Elon Musk è intervenuto sulla questione tramite X, definendo il debanking un esempio di ingerenza governativa. Musk ha sostenuto che la chiusura dei conti bancari per motivi politici dovrebbe essere considerata un reato federale. 

Nel frattempo, le affermazioni di Melania Trump secondo cui la sua banca le avrebbe chiuso il conto in seguito all'attacco al Campidoglio del 6 gennaio hanno ulteriormente spinto i critici ad amplificare le loro affermazioni. Le notizie secondo cui anche a suo figlio Barron sarebbe stato negato un conto corrente hanno alimentato le "accuse" di pregiudizio finanziario

A destra, queste azioni sono state collettivamente definite "Operazione Choke Point 2.0", in riferimento a un'iniziativa dell'era Obama che mirava a limitare l'accesso alle banche per settori controversi come i prestiti a breve termine. 

David Sacks, il futuro responsabile per l'intelligenza artificiale e le criptovalute dell'amministrazione Trump, ha promesso di esaminare la questione. Ha espresso il suo parere in merito, affermando: "Ci sono troppe storie di persone danneggiate dall'Operazione Choke Point 2.0".

C'è forse troppa burocrazia?

I critici del debanking sostengono che gli ostacoli burocratici e le pressioni normative stiano spingendo le banche a interrompere i rapporti con alcuni clienti. Dalla crisi finanziaria del 2008, le banche hanno dovuto affrontare migliaia di pagine di nuove normative e miliardi di dollari di sanzioni, il che ha portato a un approccio più avverso al rischio. 

Quando le banche interrompono i rapporti con i clienti, le motivazioni sono spesso vaghe, alimentando l'ipotesi che stiano prendendo motivate politicamente decisioni

Le autorità di regolamentazione, tra cui la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), insistono sul fatto di non imporre alle banche di abbandonare specifici clienti. Tuttavia, nel 2022, la FDIC ha consigliato alle banche di informarle di eventuali piani di collaborazione con aziende operanti nel settore delle criptovalute, il che solleva la questione se la chiusura dei conti sia una scelta volontaria o una coincidenza.

Edward Fishman, ex funzionario del Dipartimento di Stato e autore di "Chokepoints: American Power in the Age of Economic Warfare", ha affermato: "Con le criptovalute sempre più intrecciate con il sistema finanziario formale e il settore bancario, le banche sono terrorizzate dall'idea di violare le sanzioni".

La crescita dell'adozione dell'intelligenza artificiale e delle criptovalute è lenta: Biden è responsabile?

Il dibattito sul debanking è solo un aspetto delle preoccupazioni più ampie circa l'eccesso di potere del governo. I critici dell'amministrazione Biden sostengono che le sue azioni abbiano soffocato le tecnologie emergenti, tra cui l'intelligenza artificiale (IA) e le criptovalute, sfruttando le strozzature normative

Marc Andreessen ha rivelato di essere stato messo in guardia dal finanziare startup di intelligenza artificiale durante un incontro con funzionari della Casa Bianca all'inizio di quest'anno. I collaboratori dell'amministrazione avrebbero indicato l'intenzione di creare un "fossato normativo" attorno a determinate aziende di intelligenza artificiale che avrebbero potuto controllare.

Secondo quanto riferito, alcuni funzionari si sono spinti fino a suggerire che alcune aree dellamaticpotessero essere classificate, riecheggiando le restrizioni imposte dalla Guerra Fredda alla ricerca in fisica. Queste affermazioni hanno sollevato allarme sulla potenziale politicizzazione dello sviluppo tecnologico.

Nel 2022, l'amministrazione Biden avrebbe emesso un ordine esecutivo a sostegno dell'esplorazione di una valuta digitale emessa da una banca centrale (CBDC). A corredo di questa iniziativa, è stato pubblicato un documento programmatico che promuoveva politiche volte a "limitare o eliminare" Bitcoin il mining

Entro il 2024, l'amministrazione ha introdotto un'accisa del 30% sull'elettricità utilizzata dai Bitcoin e ha imposto audit energetici obbligatori sulle grandi attività di mining. Queste misure hanno scatenato cause legali da parte delle aziende crypto, che alla fine hanno vinto in tribunale.

I critici sostengono che queste azioni siano state concepite per centralizzare il controllo sulle risorse digitali e limitare l'accesso dei miner a risorse essenziali come l'energia. "Unplugging", come è stato definito, rispecchia la presunta strategia di debanking per controllare le criptovalute attraverso mezzi indiretti.

L'amministrazione Trump promette riforme

La nuova amministrazione deldenteletto Donald Trump si è impegnata ad affrontare lo scandalo del debanking e le questioni correlate. David Sacks ha chiesto un'indagine sulle agenzie di regolamentazione, tra cui la FDIC, l'Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e la divisione di regolamentazionedentdella Federal Reserve. 

Anche l'ex Comptroller of the Currency Brian Brooks ha suggerito di rivedere le regole del "fair access" che obbligherebbero le banche a fornire servizi a meno che non abbiano una legittima ragione finanziaria per interrompere un rapporto.

Il team di Trump ha proposto riforme volte a garantire la neutralità nelle pratiche bancarie e a salvaguardare l'accesso ai servizi finanziari per le attività lecite. I critici del debanking sperano che queste misure impediscano un'ulteriore militarizzazione del sistema bancario e promuovano un contesto di equo accesso per tutti i settori, indipendentemente dalle pressioni politiche o normative.

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Firenze Muchai

Firenze Muchai

Florence si occupa da sei anni di notizie relative a criptovalute, videogiochi, tecnologia e intelligenza artificiale. I suoi studi in Informatica presso la Meru University of Science and Technology e in Gestione delle Catastrofi e Diplomazia Internazionale presso la MMUST le hanno fornito solide competenze linguistiche, di osservazione e tecniche. Florence ha lavorato presso VAP Group e come redattrice per diverse testate giornalistiche specializzate in criptovalute.

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