Il Partito Democratico della Corea del Sud ha proposto di presentare il Virtual Asset Phase 2 Act prima del Capodanno Lunare, con l'obiettivo di regolamentare le stablecoin e i limiti agli azionisti. Dall'introduzione del Framework Act on Digital Assets sono sorti diversi dibattiti normativi sulla questione se le banche o le aziende tecnologiche debbano emettere stablecoin garantite dal won sudcoreano.
Il dibattito si concentra anche sull'opportunità di limitare la quota di proprietà dei principali azionisti negli exchange di asset digitali al proposto 15-20%. Il Partito Democratico Sudcoreano propone inoltre che gli emittenti di stablecoin detengano un capitale minimo di circa 3,46 milioni di dollari (5 miliardi di won).
Tuttavia, secondo i media locali, gli addetti ai lavori del settore sudcoreano temono che l'entrata in vigore della legge possa subire ritardi se il disaccordo dovesse persistere. Temono inoltre che ulteriori ritardi nella legislazione possano portare i mercati finanziari sudcoreani a rimanere indietro rispetto alle tendenze globali.
Nel frattempo, le trattative in corso sull'emittente di stablecoin ancorate al won si sono arenate. Il deputato Ahn Do-geol, membro della Digital Assets Task Force, ha rivelato che le opinioni sono divise sulla struttura azionaria proposta in merito all'opportunità per le banche di detenere una quota del 50% + 1 nel settore dell'emissione di stablecoin ancorate al won.
La Banca di Corea sostiene che le banche dovrebbero detenere la quota di maggioranza
La Banca di Corea (BoK) ha espresso preoccupazioni circa il mantenimento dell'efficacia della politica monetaria e la tutela degli investitori, sostenendo che le banche dovrebbero detenere una quota di maggioranza e guidare l'emissione. Tuttavia, la Commissione per i Servizi Finanziari (FSC) sudcoreana ritiene che consentire alle società tecnologiche private di emettere stablecoin faciliterebbe un più rapido ingresso nel mercato e l'espansione dell'ecosistema. La prolungata situazione di stallo ha portato a diversi rinvii della proposta di legge, originariamente prevista per il 2025.
Ad aumentare la confusione, gli addetti ai lavori sudcoreani si oppongono al controllo delle emissioni di stablecoin da parte delle banche, sostenendo che i token garantiti dal won saranno più simili a prodotti di deposito di nuova concezione che a stablecoin. Ritengono che ciò non sarà in linea con le tendenze del mercato globale e potrebbe portare a una completa stagnazione dell'emissione di stablecoin.
In particolare, gli addetti ai lavori sudcoreani sottolineano che nessun altro Paese al mondo richiede una quota di maggioranza in alcun settore, incluso quello bancario. Hanno citato Paesi come Singapore, Stati Uniti, Giapponee molti altri in Europa, che hanno introdotto normative che consentono alle società private approvate dal governo di emettere stablecoin insieme alle banche.
Nel frattempo, anche il People Power Party (PPP) sudcoreano si è opposto alla proposta della SK FSC di limitare le partecipazioni azionarie per i principali azionisti dei crypto exchange. Il PPP sostiene che limitare queste partecipazioni potrebbe portare a una maggiore fuga di capitali e a confusione.
Il presidente dell'FSC della Corea del Sud afferma che è necessario regolamentare la proprietà
Il presidente della SK FSC, Lee Eok-won, ha recentemente affermato che regolamentare la proprietà delle principali piattaforme di scambio di asset digitali è necessario ed efficace, considerando la natura di infrastruttura pubblica di tali piattaforme. Tuttavia, un esperto del settore degli asset digitali ha osservato che il processo di vendita delle quote da parte dei principali azionisti e la ristrutturazione della governance aziendale potrebbero richiedere mesi o addirittura anni. È lecito chiedersi se questi provvedimenti riusciranno davvero a dare nuova linfa al mercato sudcoreano degli asset digitali.
Nel frattempo, la Banca del Corea del Sud sta valutando l'implementazione di un sistema di registrazione per le istituzioni nazionali che vogliono emettere stablecoin ancorate al won. Tuttavia, la Banca centrale sudcoreana ha espresso preoccupazione per il fatto che le stablecoin ancorate al won possano aggirare i controlli sui capitali.
D'altro canto, sudcoreane sono divise sulle regole di emissione delle stablecoin. I media suggeriscono che le minacce commerciali esterne e le fluttuazioni dei tassi di cambio abbiano ulteriormente aggravato le tensioni. Tuttavia, il mercato sudcoreano degli asset digitali sta guadagnando slancio nonostante queste sfide normative. Il mercato sudcoreano è cresciuto esponenzialmente anche in seguito alla recente introduzione di progetti di stablecoin supportati da KRW e alla legalizzazione del trading di criptovalute aziendale.
Nel frattempo, Korea Digital Asset ha stretto una partnership con il progetto blockchain Miden, incentrato sulla privacy, per promuovere l'infrastruttura crittografica per l'adozione istituzionale in Corea del Sud. Si prevede che l'iniziativa darà priorità alla conformità normativa e all'aderenza agli standard di settore sudcoreani. La collaborazione mira inoltre a promuovere l'uso regolamentato e sicuro delle risorse digitali in contesti istituzionali.

