SoFi Technologies, un fornitore diversificato di servizi finanziari, si è allontanato in modo significativo dal settore delle criptovalute. A fronte di un'impennata dei prezzi dei token e di un controllo normativo più rigoroso, l'azienda con sede a San Francisco ha informato i suoi clienti crypto che avrebbe chiuso i loro conti nelle prossime settimane.
Questa decisione segna un cambiamento fondamentale per SoFi, che aveva ampliato la propria offerta nel settore delle risorse digitali, affiancandola a un'ampia gamma di servizi finanziari.
Controllo normativo e cambiamento strategico
La decisione di SoFi di uscire dal settore delle criptovalute è in gran parte attribuibile alla crescente attenzione che il settore sta ricevendo da parte delle autorità di regolamentazione bancaria. La Federal Reserve, la Federal Deposit Insurance Corporation e l'Office of the Comptroller of the Currency hanno espresso preoccupazioni circa la natura volatile degli asset digitali.
A gennaio, gli organi di controllo hanno respinto la richiesta di un'azienda di criptovalute di diventare membro della Federal Reserve, rispecchiando il riorientamento strategico di SoFi.
Questa mossa rientra in un requisito di conformità al suo statuto bancario, ricevuto nel gennaio 2022, che prevedeva un periodo di conformità di due anni per la sua attività di criptovaluta.
L'azienda, che ha fatto il suo ingresso nel settore delle criptovalute nel 2019, ha dovuto scegliere tra ottenere le necessarie autorizzazioni normative per il suo settore di asset digitali o uscirne. La scelta di SoFi di uscire riflette il difficile contesto normativo che le istituzioni finanziarie del settore delle criptovalute si trovano ad affrontare.
Il percorso di SoFi nel mondo delle criptovalute e i suoi piani futuri
Nata 12 anni fa come società di rifinanziamento di prestiti aglident, SoFi è cresciuta fino a diventare una potenza finanziaria poliedrica, ospitando eventi come Bitcoin Miami e impegnandosi attivamente nel mercato delle criptovalute.
Tuttavia, le operazioni in criptovaluta hanno costituito una parte non sostanziale dell'attività di SoFi, con commissioni di intermediazione, comprese quelle in criptovaluta, pari a circa 6 milioni di dollari nei tre mesi conclusi il 30 settembre.
Al 30 settembre, il patrimonio di asset digitali di SoFi ammontava a 139,4 milioni di dollari, a fronte di un fatturato previsto di 2 miliardi di dollari quest'anno. L'abbandono delle criptovalute da parte dell'azienda prevede il passaggio dei propri clienti a Blockchain.com per le loro esigenze di asset digitali.
A partire dal 19 dicembre, tutti i saldi in criptovalute rimanenti sui conti SoFi saranno liquidati se non trasferiti su Blockchain.com. Blockchain.com, veterano del settore delle criptovalute dal 2011, gestisce un popolare servizio di exchange e wallet per criptovalute.
L'azienda ha creato 87 milioni di wallet e facilita un terzo delle transazioni della rete Bitcoin . Nonostante le difficoltà, tra cui l'esposizione al crollo dell'hedge fund Three Arrows Capital e i licenziamenti del personale, Blockchain.com si è recentemente assicurata un round di finanziamento da 110 milioni di dollari guidato da Kingsway Capital.
Il ritiro di SoFi dal mercato delle criptovalute rappresenta un cambiamento significativo nell'approccio del settore finanziario agli asset digitali. Di fronte alle sfide normative e alla necessità di concentrarsi sulle proprie attività bancarie principali, questa decisione sottolinea le complessità e i rischi associati all'operatività nel volatile mercato delle criptovalute.
Per SoFi, questa uscita segna la fine del suo coinvolgimento diretto nel trading e negli investimenti in criptovalute, allineando le sue operazioni più strettamente alle pratiche bancarie tradizionali.
Sebbene SoFi continuerà a indirizzare i suoi membri verso altri partner crypto il prossimo anno, il suo percorso nel settore crypto è giunto al termine, a dimostrazione delle incertezze più ampie e degli ostacoli normativi che continuano a plasmare il panorama della finanza digitale.

