Il Sudafrica sta perseguendo emendamenti al regolamento 28 per vietare ai fondi pensione gli investimenti in criptovalute

TL; Ripartizione DR
- Il Sudafrica (SA) sta modificando l'articolo 28 delle sue leggi finanziarie. Una volta ratificate, le modifiche impediranno ai fondi pensione (PF) di investire in criptovalute.
- Le PF avevano sfruttato una scappatoia normativa per investire oltre il 2,5% dei loro asset in criptovalute. Le leggi proposte hanno defile criptovalute in senso lato, includendovi anche i token non fungibili (NFT).
Il Sudafrica (SA) sta portando avanti modifiche a una normativa che influenzerà il modo in cui i fondi pensione (PF) interagiscono con le criptovalute. Se approvate, le leggi metteranno al bando gli investimenti dei PF in criptovalute.
Tali emendamenti riguardano l'articolo 28 della Legge sui Fondi Pensione del Paese. Queste modifiche guideranno i Fondi Pensione nelle modalità di investimento dei fondi pensione. L'obiettivo è ridurre i rischi per i fondi degli iscritti controllando dove i Fondi Pensione possono investire.
Il ministro delle Finanze sudafricano Enoch Godongwana ha fissato al 12 novembre la scadenza per la presentazione al pubblico delle proposte di modifica. Questa tempistica significa che il Paese potrebbe adottare le leggi già quest'anno.
In passato, i fondi di investimento privati (PF) hanno sfruttato una lacuna legislativa per perseguire investimenti in criptovalute. Lo facevano avvalendosi di norme relative ad "altri beni". I PF interpretavano tali norme nel senso di poter investire un massimo del 2,5% dei loro beni in valute digitali.
deficompleta della crittografia
Secondo le leggi proposte, tutto ciò apparterrà al passato. Il progetto di legge di Godongwana vieta esplicitamente ai fondi pensione di investire in criptovalute. Un passaggio della legge recita: "Un fondo [pensionistico] non può investire in criptovalute, né direttamente né indirettamente".
Questo progetto di legge è disponibile nella Gazzetta Ufficiale del Sudafrica e chiarisce la clausola "altri beni".
Inoltre, le leggi forniscono una deficompleta di criptovalute. Oltre alle criptovalute emesse privatamente, la descrizione include anche gli NFT. Inoltre, la legge tiene conto anche dei futuri progressi nel settore delle risorse digitali.
Questa bozza spiega le criptovalute come un valore presentato in formato digitale. Anche in questo caso, tali asset non sono un prodotto della SARB (South African Reserve Bank). Tuttavia, persone fisiche e giuridiche possono scambiarli, spostarli e conservarli in formato digitale.
Inoltre, tale asset utilizza la crittografia e la tecnologia DLT. Oltre ai pagamenti, rappresenta un mezzo di investimento che consente di enjdi diverse tipologie di utilità.
La bozza esclude tuttavia le criptovalute emesse dallo Stato o dalla SARB. Tale esclusione è forse dovuta alla previsione di un'eventuale emissione di una valuta (CBDC).
I regolatori sudafricani spingono per i controlli sulle criptovalute
La bozza di Godongwana segue la spinta delle autorità di regolamentazione del Paese verso un quadro normativo solido per governare il settore delle DLT. Ad esempio, l'Intergovernmental Fintech Working Group (IFWG) del Paese ha chiesto il controllo del settore crypto del Paese.
In un recente documento, l'IFWG propone la gestione statale dei fornitori di servizi per criptovalute (CASP). L'organismo raccomanda di affrontare il processo in fasi.
L'IFGW ha presentato le sue proposte in tre categorie. In primo luogo, richiede ai CASP di aderire alle leggi antiriciclaggio (AML) e di lotta al finanziamento del terrorismo (CFT). Devono inoltre segnalare le transazioni superiori a 1817 dollari.
La seconda proposta riguarda il controllo delle transazioni transfrontaliere in criptovaluta. Il documento dell'IGWF raccomanda che la SARB supervisioni e regoli questi pagamenti.
Infine, l'IFWG si batte per il riconoscimento delle criptovalute come prodotti finanziari e, a tal fine, chiede l'autorizzazione per i CASP. Tale autorizzazione consentirebbe la loro supervisione e la tutela dei consumatori.
Il gruppo insiste sul fatto che non sta promuovendo alcuna criptovaluta e sostiene che la sua posizione deriva da diversi fattori, tra cui la necessità di promuovere un'innovazione responsabile ed evitare le attività fraudolente diffuse nel settore.
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