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All'interno del tentativo di Messico e Canada di abbandonare il dollaro statunitense

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 3 minuti.
Messico e Canada con il dollaro
  • Messico e Canada non mostrano alcun interesse attuale nell'entrare a far parte dei BRICS o nell'abbandonare il dollaro statunitense.
  • I BRICS si stanno espandendo con nuovi membri e mirano a ridurre la dipendenza dal dollaro.
  • Nel 2024 cinque nuovi paesi, tra cui l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, hanno aderito ai BRICS.

Mentre lo scenario geopolitico si evolve con nuove mosse, la posizione di Messico e Canada sull'adesione al BRICS , e di conseguenza la loro posizione sul dollaro statunitense, sta attirando l'attenzione globale. Il 2023 ha visto un cambiamento epocale nelle dinamiche finanziarie globali, con i paesi BRICS impegnati attivamente a ridurre la loro dipendenza dal dollaro. Mentre il blocco ha ampliato la sua base di membri, accogliendo cinque nuove nazioni all'inizio del 2024, sorge spontanea la domanda: paesi occidentali come Messico e Canada riusciranno a seguire questo allontanamento dal predominio del dollaro?

L'effetto Ripple su Messico e Canada

Il Messico, precedentemente ipotizzato come interessato ad aderire ai BRICS, ha visto il suodent Andrés Manuel López Obrador negare fermamente queste intenzioni prima del vertice dell'alleanza di agosto dello scorso anno. Anche il Canada si è mostrato reticente, senza mostrare alcun desiderio esplicito di aderire ai BRICS o di abbandonare il dollaro statunitense. Tuttavia, i venti del cambiamento sono imprevedibili e il panorama politico ed economico del 2024 potrebbe riservare sorprese.

Il legame tra Messico e Canada con gli Stati Uniti è intricato e sfaccettato, il che rende complesso e improbabile il loro potenziale allontanamento dal dollaro nel breve termine. Nonostante la supremazia in discussione del dollaro, a causa delle politiche interne americane e dell'inflazione, entrambe le nazioni rimangono strettamente legate agli Stati Uniti. Il ruolo del dollaro statunitense come valuta globale dominante continua a influenzare le loro strategie finanziarie e le relazioni estere.

L'allontanamento globale dal dollaro

I BRICS, un'alleanza di economie emergenti composta da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, stanno cercando con determinazione alternative al dollaro statunitense. Con l'intenzione di introdurre una valuta globale BRICS e di incoraggiare il commercio in valute locali, il blocco si sta posizionando come contrappeso all'egemonia del dollaro. L'espansione dei BRICS nel 2024, con l'ingresso di nuovi membri come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Iran ed Etiopia, ne consolida ulteriormente la posizione.

Uno sviluppo significativo si è verificato la scorsa estate, quando i paesi dell'ASEAN hanno concordato di abbandonare il dollaro statunitense a favore delle valute locali per i pagamenti transfrontalieri. Questa mossa, probabilmente influenzata dalla strategia dei BRICS, aggiunge slancio alla spinta contro il dollaro. Anche paesi dell'Africa e del Medio Oriente, come Pakistan, Iraq, Turchia, Nigeria ed Egitto, stanno mostrando interesse ad aderire ai BRICS, potenzialmente in occasione del vertice del 2024.

Il dollaro statunitense, nonostante la sua quota fluttuante nelle riserve globali, rimane la principale valuta di riserva mondiale. Tuttavia, la sua posizione, un tempo inattaccabile, si sta gradualmente erodendo. Lo yuan cinese, in particolare, sta guadagnando terreno, non solo nelle riserve, ma anche nei pagamenti internazionali e nei prestiti transfrontalieri. L'ascesa dello yuan è accompagnata dall'aggressiva espansione degli swap valutari bilaterali da parte della Cina con nazioni come l'Arabia Saudita e l'Argentina.

Le sanzioni occidentali contro la Russia per le sue azioni in Ucraina hanno ulteriormente stimolato gli sforzi di de-dollarizzazione, poiché i paesi cercano di ridurre la loro vulnerabilità alle politiche finanziarie statunitensi. Mosca e Pechino hanno ridotto significativamente la loro dipendenza dal dollaro negli scambi bilaterali, favorendo invece lo yuan e il rublo.

Nonostante questi cambiamenti, gli esperti concordano ampiamente sul fatto che un completo abbandono del dollaro non sia all'orizzonte immediato. La posizione consolidata del dollaro nel sistema finanziario globale e l'enorme portata del suo utilizzo rendono improbabile una rapida transizione. Ciononostante, la graduale erosione del suo predominio è un chiaro segnale di tempi che cambiano, con le economie emergenti e le alleanze globali come i BRICS che svolgono un ruolo sempre più significativo nel plasmare il futuro panorama finanziario.

Pertanto, sebbene un immediato allontanamento di Messico e Canada dal dollaro statunitense sembri improbabile, la tendenza globale verso una diversificazione economica che elimini la dipendenza dal dollaro è inequivocabile. L'espansione dei BRICS e la crescente attrattiva di valute alternative come lo yuan dipingono il quadro di un mondo in cui il dominio del dollaro non è incontrastato. Mentre le nazioni si muovono in questo terreno finanziario in evoluzione, l'unica certezza è che il cambiamento, seppur graduale, è inevitabile.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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