Le aziende dei media incontrano le aziende di intelligenza artificiale per parlarne

Le aziende di intelligenza artificiale e i media negoziano accordi storici sui contenuti delle notizie
- Le principali aziende di intelligenza artificiale, tra cui OpenAI, Google, Microsoft e Adobe, sono in trattativa con i principali organi di informazione in merito all'utilizzo di contenuti di notizie per addestrare le tecnologie di intelligenza artificiale.
- Queste discussioni mirano a definire un modello per future collaborazioni tra intelligenza artificiale e aziende di informazione, affrontando al contempo le problematiche relative al copyright.
In un'epoca in cui tecnologia e media spesso si intersecano, si profila all'orizzonte una serie di negoziati rivoluzionari. I principali attori dell'intelligenza artificiale, tra cui OpenAI, Google, Microsoft e Adobe, stanno dialogando con le principali case editrici per esplorare collaborazioni sull'utilizzo dei contenuti giornalistici nell'addestramento delle loro tecnologie di intelligenza artificiale.
La tecnologia AI incontra i contenuti delle notizie
Si dice che magnati dell'editoria come News Corp, Axel Springer, The New York Times e The Guardian siano in trattative preliminari con i giganti dell'intelligenza artificiale.
L'argomento di conversazione? L'uso di materiale giornalistico protetto da copyright per perfezionare tecnologie di intelligenza artificiale come chatbot di testo e generatori di immagini. Una soluzione proposta prevede che le aziende di intelligenza artificiale paghino quote di abbonamento alle case editrici, in cambio di contenuti per sviluppare tecnologie alla base di chatbot come ChatGPT di OpenAI e Bard di Google.
Questo dialogo innovativo avviene in un momento in cui i gruppi mediatici esprimono preoccupazione per la potenziale minaccia che l'intelligenza artificiale rappresenta per il settore giornalistico.
Il timore deriva dall'utilizzo dei loro contenuti da parte di aziende di intelligenza artificiale senza accordi legali in essere. Aziende come Stability AI e OpenAI stanno già affrontando cause legali da parte di artisti, agenzie fotografiche e programmatori per presunte violazioni del copyright.
Tracciare una nuova rotta: media e intelligenza artificiale
Un potenziale accordo tra i media e le aziende di intelligenza artificiale potrebbe creare undent sul modo in cui le organizzazioni giornalistiche di tutto il mondo interagiscono con le aziende di intelligenza artificiale.
Gli addetti ai lavori hanno sottolineato l'importanza di evitare le insidie degli albori di Internet, quando gli articoli gratuiti online hanno inavvertitamente minato i loro modelli di business.
Le grandi aziende tecnologiche, tra cui Google e Facebook, hanno sfruttato queste informazioni liberamente accessibili per creare fiorenti attività pubblicitarie online.
Le discussioni in corso mirano a sviluppare un modello di prezzo adeguato per i contenuti giornalistici utilizzati come dati di addestramento per i modelli di intelligenza artificiale. L'ampia gamma attualmente in esame si aggira tra i 5 e i 20 milioni di dollari all'anno.
Mathias Döpfner, amministratore delegato di Axel Springer, sostiene un modello "quantitativo", simile a quello dell'industria musicale, in cui le stazioni radio, i club e i servizi di streaming pagano le etichette discografiche ogni volta che viene trasmessa una canzone.
La crescente popolarità dell'intelligenza artificiale generativa ha suscitato preoccupazioni nel settore dell'informazione a causa della sua capacità di generare testi persuasivi, simili a quelli umani.
Google, ad esempio, ha lanciato di recente una funzione di ricerca generativa, che mostra una casella di informazioni scritta dall'intelligenza artificiale sopra il tradizionale formato di collegamento web.
Google sta guidando le trattative con aziende di media con sede nel Regno Unito come The Guardian e NewsUK. Ha già stretto partnership con numerose aziende di media, utilizzando i dati sui contenuti per ottimizzare il suo motore di ricerca e addestrare i suoi modelli linguistici di grandi dimensioni.
Anche OpenAI è entrata nel dialogo: il CEO Sam Altman ha discusso con News Corp e il New York Times di possibili possibilità di collaborazione.
La sfida consiste nello sviluppare un modello finanziario per utilizzare i contenuti delle notizie per addestrare l'intelligenza artificiale, un compito che si sta rivelando complesso. A causa della natura piuttosto riservata dei lanci di prodotto da parte delle aziende tecnologiche, l'industria dei media sta cercando di recuperare terreno, negoziando i pagamenti retroattivamente.
Nonostante le complicazioni, c'è ottimismo sul raggiungimento di accordi. Sia le aziende del settore media che quelle dell'intelligenza artificiale sono consapevoli dell'imminente ondata di regolamentazione e comprendono che trovare una soluzione reciprocamente vantaggiosa è nel migliore interesse del mantenimento di un ecosistema digitale sano.
Mentre l'intelligenza artificiale continua a farsi strada nel giornalismo e nelle redazioni, questo incontro di menti potrebbe rappresentare il primo passo verso una relazione più collaborativa e simbiotica tra tecnologia e media.
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Jai Hamid
Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.
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