Il rapporto Kerberus avverte che la protezione in tempo reale è in ritardo mentre aumentano gli attacchi mirati agli esseri umani

deposito complementare un nuovo rapporto di settore rilasciato questa settimana mostra che gli attacchi mirati agli esseri umani – piuttosto che le vulnerabilità tecniche – sono responsabili della maggior parte delle perdite nel settore Web3, nonostante i livelli record di spesa per la sicurezza in tutto il settore.
Il rapporto, Il fattore umano: perché la protezione in tempo reale è lo strato mancante nella sicurezza Web3, pubblicato dalla società di sicurezza Kerberus, stima che siano stati rubati oltre 3,1 miliardi di dollari attraverso hack e truffe tra gennaio e giugno 2025. Di questi, oltre 600 milioni provenivano da phishing, compromissione del wallet e incidenti di ingegneria sociale che hanno preso di mira direttamente gli utenti piuttosto che sfruttare il codice blockchain.
Le cifre includono la violazione dello scambio Bybit da 1,46 miliardi di dollari, il più grande furto di criptovalute di tutti i tempi. Kerberus nota che anche escludendo l'incidente di Bybit come un valore anomalo, gli attacchi mirati agli esseri umani rimangono una fonte significativa di perdite in tutto l'ecosistema.
Il rapporto evidenzia ciò che Kerberus descrive come un fallimento fondamentale nell'allocazione delle risorse in tutto il settore della sicurezza Web3. Secondo l'analisi dell'azienda, la maggior parte della spesa per la sicurezza fluisce ancora verso strumenti che operano o prima che si verifichi un attacco – come audit e test di vulnerabilità – o dopo che i fondi sono già stati rubati, incluse le forensiche e la risposta agli incidenti. Kerberus sostiene che ciò lascia un gap critico durante la breve finestra in cui gli utenti approvano le transazioni, un momento che gli attaccanti sfruttano sempre di più perché rimane in gran parte indifeso. Nonostante le crescenti perdite legate al phishing, ai drainer di portafogli e all'ingegneria sociale, la protezione in tempo reale rappresenta ancora solo una piccola quota delle soluzioni disponibili.
Risultati chiave del rapporto
Secondo la ricerca:
- Il 44% dei furti di crypto deriva dalla cattiva gestione delle chiavi private.
- Il 60% delle più ampie violazioni della cybersecurity coinvolge errori umani.
- Il 90% degli smart contract sfruttati aveva superato gli audit di sicurezza prima di essere attaccato.
- I tassi di click-through per il phishing rimangono tra il 7% e il 15%, anche dopo la formazione sulla sicurezza.
Il rapporto suggerisce che questi modelli continuino perché la maggior parte della spesa per la sicurezza Web3 è diretta verso l'audit del codice e l'analisi post-incidente, mentre gli attaccanti si concentrano sempre di più sulla manipolazione degli utenti durante le interazioni con il portafoglio.
Il team dirigenziale di Kerberus nota che la maggior parte degli strumenti esistenti funziona interamente al di fuori della finestra delle transazioni. Questi sistemi svolgono un ruolo importante nel mantenere il codice sicuro e nell'analizzare le violazioni, ma non interpretano l'intento dell'utente o scansionano le transazioni in tempo reale a livello di portafoglio. Kerberus sottolinea che fornire questo tipo di protezione richiede un'infrastruttura sofisticata di rilevamento in tempo reale in grado di eseguire scansioni approfondite in meno di un secondo senza interrompere l'esperienza dell'utente, una sfida tecnicamente impegnativa che spiega perché solo una piccola minoranza di fornitori offre attualmente vere difese in tempo reale.
La protezione in tempo reale rimane limitata
Kerberus ha esaminato 61 fornitori attivi di sicurezza Web3 e ha riscontrato che:
- L'87% opera in modo preventivo, concentrandosi su audit o forensiche post-incidente
- Solo il 13% fornisce difese in tempo reale a livello di transazione in grado di bloccare azioni malevole prima dell'approvazione.
Il rapporto afferma che questa distribuzione aiuta a spiegare perché le perdite rimangono elevate nonostante l'aumento del numero di soluzioni "in tempo reale": molti fornitori pubblicizzano funzionalità in tempo reale, ma pochi offrono il blocco delle transazioni a livello di portafoglio.

Esempi citati nel rapporto
Un caso evidenziato riguarda un investitore americano che ha perso 330 milioni di dollari in Bitcoin dopo essere stato manipolato in un attacco di ingegneria sociale basato su telefonate, nonostante avesse mantenuto i fondi al sicuro per anni. Un'altra sezione del rapporto segnala siti web compromessi, account social media hackerati e server Discord manipolati come canali in crescita per schemi di svuotamento dei portafogli.
Implicazioni per il settore
Gli autori sostengono che il modello attuale – in cui gli utenti sono chiamati a valutare autonomamente i rischi, verificare i link e riconoscere i tentativi di phishing – crea punti di guasto prevedibili. I frequenti avvisi di sicurezza, notano, possono portare a una "stanchezza da allerta", rendendo gli utenti più propensi ad approvare transazioni malevole.
Il rapporto conclude che una più ampia adozione dello screening automatizzato delle transazioni in tempo reale è cruciale per ridurre le perdite e sostenere l'uso mainstream delle piattaforme Web3.
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