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L'Italia ottiene il primo upgrade da Moody's in due decenni

DiNelius IreneNelius Irene
Tempo di lettura: 3 minuti.
  • L'Italia ottiene il suo primo upgrade da Moody's dal 2002 grazie alla vittoria del premier Giorgia Meloni.
  • Ciò è avvenuto dopo che il rating creditizio più basso del Paese tra i Paesi del G7 è migliorato di un livello, passando a Baa2.
  • Dopo questo risultato, gli investitori stanno cambiando opinione sull'Italia.

L'Italia ha recentemente ricevuto il suo primo upgrade da Moody's Ratings in oltre 23 anni, segnando un traguardo significativo per il Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni. Con questa mossa, il Paese è riuscito a porre fine a un periodo in cui era sull'orlo di essere considerato spazzatura.

La notizia del primo aggiornamento dell'Italia è emersa dopo che i report di venerdì 21 novembre hanno rivelato che il rating creditizio più basso del Paese tra i Paesi del G7 era migliorato di un livello, portandolo a Baa2. In particolare, le prospettive per questo rating sono ora stabili.

Moody's ha spiegato nel rapporto che "l'aggiornamento del rating dimostra un record costante di stabilità politica e strategica, che rafforza il successo delle riforme economiche e fiscali, insieme agli investimenti effettuati nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza". 

L'Italia celebra un importante traguardo dopo aver ricevuto il suo primo upgrade da Moody's dal 2002

Moody's è stata l' ultima agenzia di rating ad apportare questa modifica. Ha atteso che Meloni entrasse nel suo quarto anno di mandato prima di innalzare finalmente il rating, riconoscendo così gli sforzi compiuti da Roma per risanare le finanze pubbliche in un periodo di insolita stabilità politica. 

Questa decisione è stata adottata dopo che Moody's ha declassato l'Italia a Baa3, il livello più basso della categoria investment grade, alla fine del 2018, durante il mandato di Giuseppe Conte come Primo Ministro. Tale declassamento faceva parte di una serie di tagli iniziati durante la crisi del debito sovrano dell'eurozona. 

Nell'agosto 2022, Moody's ha cambiato la sua valutazione sulla terza economia dell'eurozona, indicando un potenziale declassamento a "spazzatura" e portando l'outlook a negativo. Poco dopo, Meloni è entrata in carica e la minaccia di un declassamento ha incombeto sul suo primo anno, finché Moody's non ha revocato la sua decisione alla fine del 2023. 

Da allora, il suo governo ha lavorato duramente per stabilizzare il secondo debito pubblico più grande della regione e mira a ridurre defidi bilancio dell'Italia per raggiungere il limite del 3% del PIL imposto dall'Unione Europea già quest'anno. In caso di successo, l'Italia potrebbe uscire dal sistema di monitoraggio dell'UE per i paesi con problemi di bilancio. 

Secondo Moody's, l'elevato debito pubblico italiano dovrebbe diminuire gradualmente a partire dal 2027. È interessante notare che questa revisione del rating da parte di Moody's è la quarta effettuata quest'anno da un'agenzia di rating; tuttavia, l'Italia rimane comunque un gradino al di sotto dei suoi concorrenti. 

S&P Global Ratings, d'altro canto, ha alzato il rating dell'Italia ad aprile senza prima modificare le sue prospettive in positive, mentre Fitch Ratings ha migliorato il suo punteggio a settembre di quest'anno.

Meloni rileva un problema significativo mentre valuta un possibile taglio delle tasse 

I concorrenti più piccoli hanno fatto passi da gigante: il mese scorso, Morningstar DBRS ha assegnato all'Italia il rating più alto degli ultimi sette anni, mentre Scope Ratings ha lasciato intendere un simile miglioramento in futuro. 

Il Ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha commentato il miglioramento del rating da parte di Moody's, sottolineando gli sforzi compiuti dall'Italia in campo finanziario. Secondo Giorgetti, tali sforzi dimostrano la fiducia che l'Italia ripone in questo governo e i progressi che sta compiendo.

Anche gli investitori stanno cambiando opinione sull'Italia. Il divario tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi – un indicatore del rischio regionale – è sceso sotto gli 80 punti base, ovvero meno di un terzo di quello che era quando Meloni è entrata in carica tre anni fa. 

Tuttavia, ottenere ulteriori miglioramenti nelle finanze pubbliche italiane potrebbe essere difficile, poiché il debito continua a superare il 130% della produzione economica e, secondo le stime del governo, quest'anno la crescita dovrebbe attestarsi solo sullo 0,5%. 

Ciò rappresenterà una sfida per Meloni e Giorgetti, che cercheranno di bilanciare la soddisfazione degli elettori con potenziali tagli fiscali per le imprese e le famiglie in vista delle elezioni nazionali del 2027, mantenendo al contempo cautela nella spesa. 

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Disclaimer. Le informazioni fornite non costituiscono consulenza di trading. Cryptopolitan/ non si assume alcuna responsabilità per gli investimenti effettuati sulla base delle informazioni fornite in questa pagina. Consigliamotronvivamente di effettuare ricerche indipendentident di consultare un professionista qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

Nelius Irene

Nelius Irene

Nellius è laureata in Economia Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. Ha inoltre conseguito la laurea presso Bitcoin Dada. Nellius ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.

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