Il vertice BRICS 2024, previsto per questo ottobre nella regione russa di Kazan, è incentrato sulla crescita del gruppo e sulla rivoluzione della finanza globale. Nuovi membri come Emirati Arabi Uniti, Egitto, Iran ed Etiopia si stanno unendo, con l'obiettivo di rendere i BRICS più grandi e finanziariamente più solidi. Questo vertice si propone di tracciare un futuro in cui il dollaro USA non domini le transazioni globali.
De-dollarizzazione in pieno svolgimento
Attualmente, oltre 40 paesi in via di sviluppo vogliono aderire ai BRICS, a dimostrazione di un cambiamento verso una posizione più unitaria contro il sistema di pagamento incentrato sul dollaro. Il gruppo prenderà alcune decisioni importanti al vertice, scegliendo chi potrà aderire e chi no, il tutto all'unanimità.
Con l'espansione dell'Unione, il dominio del dollaro come re dei pagamenti transfrontalieri potrebbe concludersi. Questo cambiamento potrebbe dividere le relazioni economiche globali in due fazioni, rendendo difficile per alcune nazioni, soprattutto quelle strettamente legate agli interessi occidentali, navigare in queste nuove acque.
La politologa thailandese Jiraporn Ruampongpattana sottolinea che l'espansione dei BRICS non è solo un gioco di potere, ma rimodellerà le dinamiche geopolitiche e le economie, dividendo ulteriormente il mondo. Secondo lei, "l'influenza di questo gruppo potrebbe renderematic per alcuni paesi, strettamente allineati con l'Occidente, costruire ulteriori relazioni con esso", il che significa guai per gli Stati Uniti e i suoi alleati.
Cambiamenti e sfide economiche globali
Mentre i BRICS pianificano le loro prossime mosse, l'economia globale è alle prese con i suoi problemi. Nonostante una serie di problemi come ingorghi nella catena di approvvigionamento, crisi alimentari ed energetiche e picchi di inflazione, l'economia globale resiste bene. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una stabilizzazione della situazione, con una crescita prevista intorno al 3,2% quest'anno e il prossimo, mentre l'inflazione si raffredderà leggermente.
Le prospettive di crescita a medio termine sono inoltre danneggiate dalla crescente frammentazione geoeconomica e dall'aumento delle misure restrittive commerciali e di politica industriale. Di conseguenza, i legami commerciali stanno già cambiando, con potenziali perdite di efficienza. L'effetto netto potrebbe essere quello di rendere l'economia globale meno resiliente, non più resiliente. Ma il danno più ampio riguarda la cooperazione globale. È ancora tempo di invertire la rotta
Pierre-Olivier Gourinchas, economista capo del Fondo monetario internazionale
Gli Stati Uniti si stanno riprendendo piùtrondel previsto dopo la pandemia, ma non tutti i paesi sono così fortunati. Molte nazioni a basso reddito sono ancora in difficoltà, cercando di riprendersi da molteplici crisi. Il FMI avverte che, sebbene la situazione stia migliorando, la strada verso un'inflazione stabile non è ancora chiara, con nuovi rischi all'orizzonte come l'aumento dei prezzi del petrolio e la persistente inflazione nei servizi.
I paesi stanno affrontando queste sfide in modo divergente. Gli Stati Uniti stanno andando avanti, ma con un occhio cauto all'inflazione e alla stabilità fiscale. L'Europa, d'altra parte, si trova ad affrontare una serie di problemi, con una crescita lenta e un'inflazione elevata che non sembra volersi fermare. La Cina sta affrontando una crisi del settore immobiliare, che sta trascinando al ribasso la domanda interna e alimentando le tensioni commerciali.
Nel frattempo, altri mercati emergenti stanno trovando opportunità in questi cambiamenti globali. Alcuni stanno traendo cashdai cambiamenti nelle catene di approvvigionamento globali e dalle continue tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il Venezuela, duramente colpito dalle sanzioni statunitensi e alla ricerca di nuovi modi per commerciare il suo petrolio, sta ricorrendo alle valute digitali anziché al dollaro USA, allineandosi maggiormente agli ideali dei BRICS.

