I dipendenti di Ubisoft in Francia hanno dichiarato uno sciopero che inizierà dal 15 al 17 ottobre 2024, per protestare contro la recente decisione della direzione di imporre un nuovo rientro obbligatorio in ufficio di tre giorni a settimana. La dichiarazione arriva dopo anni di lavoro da remoto senza problemi e fa seguito al fallimento delle trattative per la partecipazione agli utili, che ha lasciato molti dipendenti amareggiati e arrabbiati.
Lo sciopero, organizzato dai lavoratori di tutte le sedi Ubisoft in Francia, prevede picchetti presso ogni studio il 15 ottobre. I dipendenti chiedono di rinegoziare la politica di lavoro a distanza che, a loro avviso, viene loro imposta senza alcuna considerazione per il loro benessere e per l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Tra le numerose dichiarazioni rilasciate, la maggior parte dei dipendenti ha dichiarato che questo cambiamento sconvolgerà la loro vita personale. Sostengono inoltre che questa particolare mossa non tiene conto di tutte le efficienti modalità di lavoro messe in atto negli ultimi cinque anni.
I dipendenti di Ubisoft chiedono flessibilità nel lavoro da remoto e aumenti salariali
I dipendenti non solo protestano contro la politica di ritorno in ufficio, ma chiedono anche di riconsiderare immediatamente una serie di questioni urgenti sul posto di lavoro, tra cui gli adeguamenti salariali. Le loro richieste includono untracformale e negoziato che consenta ai dipendenti di gestire i propri giorni di lavoro da remoto. Chiedono che questi giorni siano scelti dai dipendenti e conteggiati su base mensile anziché settimanale, e che siano flessibili per adattarsi alle circostanze individuali.
I lavoratori stanno anche spingendo per aumenti salariali per compensare l'aumento del costo della vita che, a loro avviso, ha notevolmente compromesso il loro tenore di vita nel recente passato. Inoltre, l'esito infruttuoso delle trattative sulla partecipazione agli utili ha alimentato l'insoddisfazione, poiché i dipendenti hanno affermato che le concessioni della direzione erano scarse e che il processo era mal organizzato e condotto troppo rapidamente. Ora chiedono che la percentuale del sistema di partecipazione agli utili venga riportata all'obiettivo del 60% e sottolineano l'importanza di colmare lo squilibrio retributivo di genere, garantendo al contempo aumenti salariali più significativi per il personale meno retribuito.
I lavoratori esprimono frustrazione per le decisioni unilaterali della direzione
Oltre al lavoro da remoto e alle questioni salariali, i dipendenti di Ubisoft sono insoddisfatti del modo in cui l'azienda gestisce i rapporti di lavoro. Accusano la dirigenza di non aver condotto un dialogo adeguato con i rappresentanti dei lavoratori e sostengono che molte decisioni vengono prese esclusivamente dalla dirigenza, senza considerare i lavoratori. Come suggerito dagli organizzatori dello sciopero, questo problema di decisioni prese dall'alto è sempre stato presente, il che spiega la mancanza di fiducia dei dipendenti nei confronti della dirigenza.
I dipendenti di Ubisoft sostengono che debba esserci un vero e proprio "dialogo sociale", in cui le preoccupazioni e le opinioni dei dipendenti siano realmente prese in considerazione nel processo decisionale. Attualmente, tra molti lavoratori prevale la convinzione che la dirigenza si limiti a dettare legge, senza lasciare spazio a contributi o negoziazioni sostanziali.
Considerata la data dello sciopero, fissata a metà ottobre, questa iniziativa sindacale potrebbe avere conseguenze di vasta portata per Ubisoft in Francia. Il malcontento ha già iniziato a diffondersi oltre i confini francesi, con i lavoratori in sciopero che invitano i colleghi di altri Paesi a mobilitarsi e a dimostrare solidarietà. Poiché Ubisoft deve fare affidamento sulla collaborazione dei dipendenti per lo sviluppo tempestivo di qualsiasi suo progetto, c'è il rischio che uno sciopero su larga scala possa bloccare qualsiasi progetto videoludico in corso e posticipare ulteriormente le date delle prossime uscite.

