recente rapporto del fornitore di soluzioni di gestione finanziaria Qonto, le piccole e medie imprese (PMI) europee si stanno preparando a investire in modo significativo in tecnologie all'avanguardia, con particolare attenzione a fintech e intelligenza artificiale nel 2024.
In una tendenza promettente, le PMI europee hanno riconosciuto i vantaggi a lungo termine delle tecnologie emergenti e sono ansiose di trarne vantaggio. Il rapporto Qonto dimostra questo entusiasmo, con le PMI di Germania, Italia e Spagna in prima linea.
Supporto schiacciante per Fintech e AI
Oltre tre quarti delle PMI europee intervistate hanno espresso ottimismo riguardo al potenziale trasformativo del fintech e dell'intelligenza artificiale per le loro aziende . Tuttavia, il loro entusiasmo va oltre il semplice ottimismo, poiché circa il 73% degli intervistati dent indicato che probabilmente investirà in servizi fintech e di intelligenza artificiale nel prossimo futuro.
Questa propensione ad abbracciare la tecnologia segna un cambiamento significativo negli atteggiamenti delle PMI. Storicamente, la maggior parte delle PMI europee si è affidata a tecnologie di base. Tuttavia, il rapporto Qonto evidenzia una crescente apertura a soluzioni tecnologiche più olistiche e avanzate come Fintech e intelligenza artificiale.
Persiste lo scetticismo nei confronti delle altre tecnologie emergenti
Sebbene l'ottimismo per fintech e intelligenza artificiale sia palpabile, non si estende universalmente a tutte le tecnologie emergenti. I leader delle PMI europee rimangono scettici sulle prospettive di criptovalute, Web3, realtà virtuale (VR) e metaverso.
Circa il 37% deglidentha espresso pessimismo riguardo al Web3 e alle criptovalute. Analogamente, il 33% deglidentha espresso lo stesso parere riguardo alla realtà virtuale e al metaverso. Il rapporto sottolinea ulteriormente le preferenze specifiche per settore in merito all'adozione della tecnologia. In particolare, i settori finanziario e assicurativo dimostrano il maggiore entusiasmo per l'integrazione delle nuove tecnologie nelle loro attività. Al contrario, il settore edile sembra il meno fiducioso riguardo ai potenziali benefici delle tecnologie emergenti.
Le tendenze di assunzione variano
Nonostante la loro propensione a investire in tecnologia, le PMI in tutta Europa non sembrano altrettanto determinate ad ampliare la propria forza lavoro. Molte PMI prevedono di interrompere o rallentare le assunzioni di nuovi talenti verso la fine del 2023.
Tuttavia, il rapporto Qonto rivela un trend positivo, con il 42% delle PMI che intende aumentare il numero dei dipendenti nel quarto trimestre del 2023 rispetto al trimestre precedente. L'Italia si distingue in questo senso, con il 48% delle PMI che dichiara di voler assumere più dipendenti.
Il rapporto Qonto fa luce anche sulla questione della rappresentanza di genere nei ruoli di leadership nelle PMI in tutta Europa. I risultati rivelano una significativa disparità di genere, con le donne sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali. Francia e Italia sono più vicine alla parità di genere, rispettivamente con il 38% e il 32% di donnedent. Al contrario, la Germania è indietro con solo il 23% di donnedent, seguita da vicino dalla Spagna con il 25%.
Un anno di trasformazione per le PMI europee
Mentre le PMI europee si preparano per il 2024, si apprestano ad inaugurare un anno di trasformazione trainato dagli investimenti in fintech e intelligenza artificiale. Il rapporto Qonto dipinge un quadro di ottimismo per queste tecnologie, segnalando un cambiamento di atteggiamento verso soluzioni tecnologiche più avanzate.
Sebbene permanga scetticismo nei confronti di altre tecnologie emergenti, i settori finanziario e assicurativo si distinguono come entusiasti pionieri nell'adozione di queste tecnologie. Tuttavia, il settore edile appare più cauto nei confronti dei progressi tecnologici.
Mentre le PMI si preparano a investire in tecnologia, le loro intenzioni di assunzione variano, con l'Italia in testa nell'accelerazione del reclutamento. Ciononostante, il rapporto evidenzia una persistente disparità di genere nei ruoli di leadership, sottolineando la necessità di una maggiore diversità e inclusività nel mondo degli affari.

