I mercati europei sono pronti per un'apertura in rialzo in vista del previsto taglio dei tassi della BCE con Lagarde

- I mercati europei salgono in vista del previsto taglio dei tassi di 25 punti base da parte della BCE, mentre i responsabili politici sono divisi sul futuro allentamento monetario.
- Gli investitori prevedono ulteriori tagli nonostante i rischi geopolitici, le tensioni commerciali e il cambiamento delle politiche fiscali dell'eurozona.
- La conferenza stampa di Christine Lagarde offrirà spunti di riflessione sui prossimi passi della BCE in un contesto di incertezza economica.
I mercati europei sono destinati ad aprire in rialzo giovedì, in attesa dell'ultima decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE). Gli economisti prevedono che la banca centrale abbasserà il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base al 2,5%, segnando il secondo taglio dei tassi quest'anno, dopo il rallentamento dell'inflazione nell'eurozona osservato finora nel 2025.
Poche ore prima dell'apertura dei mercati, gli indici azionari di tutta Europa, come il FTSE 100 del Regno Unito, sono saliti di 43 punti a 8.779, il DAX tedesco ha guadagnato 75 punti arrivando a 23.185 e il CAC francese è salito di 52 punti a 8.249. Il FTSE MIB italiano ha registrato l'aumento maggiore, con un'impennata di 307 punti a 38.905, secondo i dati.
Mercoledì i mercati avevano già scontato il taglio di un quarto di punto percentuale, prevedendo che il tasso della BCE sarebbe sceso al 2,5%, in calo rispetto al picco del 4% dello scorso anno. Gli analisti prevedono inoltre un'ulteriore riduzione al 2% entro la fine del 2025.
Continua il dibattito sul percorso tariffario
Il ciclo di tagli dei tassi della BCE è stato in gran parte determinato dall'inflazione complessiva nell'eurozona costantemente scesa al di sotto del 3% e dalla crescita economica rimasta debole. Il consiglio di amministrazione sembra concordare sull'allentamento dei tassi, ma permangono alcune divisioni interne su quanto e con quale rapidità debbano essere ridotti.
Il Consiglio direttivo della BCE, che aveva sempre preso decisioni con untronconsenso, appare ora diviso sul livello appropriato per il cosiddetto “tasso neutrale”, ovvero il punto in cui la politica monetaria non stimola né limita l’economia.
Ladent Christine Lagarde aveva precedentemente stimato che tale intervallo fosse compreso tra l'1,75% e il 2,5%, sebbene di recente l'abbia rivisto tra l'1,75% e il 2,25%.
Gli analisti di Bank of America Global Research hanno affermato in una nota di mercoledì che l'imminente taglio dei tassi potrebbe essere l'ultima decisione "facile" prima che i disaccordi tra i policymaker diventino più marcati. Prevedono che la BCE abbasserà i tassi all'1,5% entro settembre, una posizione più aggressiva rispetto al consenso del mercato.
"Non riteniamo che le linee guida cambieranno... ma ci aspettiamo un crescente disaccordo tra i membri del Consiglio direttivoun portavoce della Bank of America ha dichiarato a Reuters.
Gli analisti di Goldman Sachs hanno sostenuto questo sentimento, affermando che il Consiglio direttivo starebbe valutando se le condizioni finanziarie, i prestiti bancari e l'attività economica indichino che la politica restrittiva rimarrà tale.
La BCE dovrebbe annunciare la sua decisione politica alle 13:15 GMT, seguita dalla conferenza stampa di Lagarde alle 13:45 GMT, dove si prevede che fornirà ulteriori chiarimenti sul futuro corso della banca centrale.
Rischi geopolitici e complicazioni della politica fiscale
I tagli dei tassi d'interesse sono tradizionalmente finalizzati a stimolare la crescita economica, ma diversi fattori ostacolano il processo decisionale della BCE. Un preannunciato conflitto commerciale con gli Stati Uniti, che gli economisti ritengono "inevitabile", ha reso le imprese restie a investire capitali, temendo una riduzione della domanda.
La Germania e la Commissione europea hanno annunciato modifiche alle politiche fiscali. Intendono aumentare la spesa per la difesa e le infrastrutture, in parte per compensare il sostegno "incerto" degli Stati Uniti.
Alcuni policymaker, come Isabel Schnabel, membro del Comitato Esecutivo della BCE, chiedono alla banca centrale di valutare una pausa nei tagli dei tassi o addirittura di interromperli del tutto. Allo stato attuale, tuttavia, la prevista riduzione di 25 punti base ha incontrato poche resistenze.
Se approvata, questa mossa porterebbe l'allentamento cumulativo da giugno a 150 punti base, il doppio dei tagli totali finora effettuati dalla Banca d'Inghilterra e anche più dei 100 punti base di riduzione della Federal Reserve.
David Powell, economista senior dell'area euro, ha parlato delle opinioni contrastanti tra i funzionari della BCE, affermando:
«I falchi ritengono che la politica monetaria potrebbe non essere più restrittiva una volta che il tasso sui depositi scenderà al 2,5% a marzo. Le colombe, invece, sottolineano la necessità di considerare la contrazione del bilancio della BCE nel valutare il livello finale dei tassi.»
Powell prevede che la BCE taglierà i tassi di altri 75 punti base quest'anno, portando il tasso sui depositi al 2%.
Le prospettive economiche mettono in discussione le proiezioni della BCE
Le ultime proiezioni economiche della BCE dovrebbero mostrare una crescita più debole e prospettive di inflazione leggermente più elevate. Detto questo, è molto probabile che i responsabili delle politiche monetarie adottino un approccio più pragmaticomatic riconoscendo che le condizioni economiche sono cambiate da quando le previsioni sono state elaborate alla fine del 2024.
Davide Oneglia di TS Lombard ha osservato che diverse dinamiche potrebbero rallentare il ciclo di tagli dei tassi della BCE, tra cui la rivalutazione della crescita economica, il calo dei salari e gli effetti ritardati dei cambiamenti nella politica fiscale.
"Ci saranno pressioni per rallentare l'allentamento della BCE, a causa della revisione al rialzo delle stime di crescita, sebbene il rallentamento dei salari e dell'occupazione, i ritardi negli effetti delle politiche fiscali e le crescenti minacce tariffarie statunitensi contro l'UE mantengano un tasso sui depositi inferiore al 2% come scenario di base", ha affermato Oneglia.
Per gli analisti di mercato, il linguaggio utilizzato dalla BCE nella sua dichiarazione di politica monetaria è da tenere d'occhio. Se la banca centrale abbandonasse l'espressione "la politica monetaria rimane restrittiva", potrebbe segnalare che i funzionari ritengono i propri obiettivi raggiungibili.
Tuttavia, un simile cambiamento non li spingerebbe necessariamente verso una pausa immediata nei tagli dei tassi, ma dimostra che le decisioni del Consiglio direttivo sono incerte.
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