L'Europa intende raggiungere l'autosufficienza tecnologica eliminando gradualmente i fornitori cinesi "ad alto rischio" e riducendo la propria dipendenza dalla tecnologia statunitense attraverso lo sviluppo di alternative locali.
L'Unione Europea si sta preparando a rendere obbligatorio il ritiro permanente dei prodotti delle aziende tecnologiche cinesi dalle infrastrutture più sensibili del continente.
Tuttavia, questa spinta potrebbe incontrare qualche turbolenza, poiché paesi come la Germania hanno fissato date di rimozione definitive multimilionaritraccon aziende cinesi per l'acquisto di hardware di polizia sensibili.
La tecnologia cinese è vietata nell'UE?
La Commissione europea è pronta a proporre un nuovo Cybersecurity Act che mira a obbligare tutti gli Stati membri dell'UE a sostituire le apparecchiature dei fornitori "ad alto rischio", come Huawei e ZTE.
Ciò è dovuto all'obiettivo di Bruxelles di ridurre la propria dipendenza sia dai fornitori cinesi che dalle principali aziende tecnologiche statunitensi. Tuttavia, molti Stati membri, come la Spagna, continuano ad approfondire i legami con questi fornitori "ad alto rischio".
È stato rivelato che il Ministero degli Interni spagnolo ha firmato untracda 12,3 milioni di euro con Huawei nel luglio 2025. Iltracprevede l'utilizzo dei server OceanStor di Huawei per archiviare le intercettazioni telefoniche autorizzate dal tribunale e utilizzate dai servizi segreti e dalle forze dell'ordine spagnoli.
Da allora, i funzionari degli Stati Uniti hanno avvertito che la condivisione di informazioni di intelligence con la Spagna potrebbe diventare un rischio se i dati sensibili della polizia venissero archiviati su hardware di fabbricazione cinese.
Nell'aprile 2024, l'UE ha tentato di ridurre la partecipazione cinese nelle sue industrie e ha condotto delle incursioni negli uffici della società cinese Nuctech in Polonia e nei Paesi Bassi.
Nel dicembre 2025, la Commissione ha avviato un'indagine sulla società ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere, cercando di stabilire se Nuctech abbia utilizzato o meno sovvenzioni statali per fare offerte inferiori ai concorrenti europei.
L'UE sta inoltre indagando su alcuni produttori cinesi di turbine eoliche, come Ming Yang, per verificare se sussidi ingiusti li stiano aiutando a dominare il mercato delle energie rinnovabili.
Gli Stati membri dell'UE sono favorevoli al divieto?
La Germania è stata la più restia tra i principali Stati membri a vietare le apparecchiature cinesi. Questa esitazione è dovuta agli avvertimenti del governo cinese, che per anni ha temuto che un divieto su Huawei avrebbe avuto "conseguenze" per le imprese tedesche. L'ambasciatore cinese a Berlino aveva addirittura ipotizzato che Pechino, per rappresaglia, avrebbe potuto dichiarare le auto tedesche "non sicure".
Tuttavia, nel luglio 2024, Berlino ha finalmente raggiunto un accordo con gli operatori tedeschi in base al quale dovranno rimuovere tutti i componenti Huawei e ZTE dalle loro reti "core" entro la fine del 2026. Avranno tempo fino al 2029 per rimuoverli dalle reti "di accesso", come le torri cellulari.
All'inizio di quest'anno, l'autorità di regolamentazione tedesca BNetzA ha pubblicato un nuovo documento di consultazione proponendo di riclassificare l'intera rete di accesso radio (RAN) come "critica". Ciò significa che anche i componenti fisici delle torri potrebbero presto essere soggetti agli stessi severi divieti dei sistemi software.
Se l'UE vuole evitare di dipendere esclusivamente dalla tecnologia statunitense, le restano solo due principali opzioni locali: la svedese Ericsson e la finlandese Nokia.
Pechino ha ripetutamente definito le misure adottate dall'Europa una violazione dei principi di mercato e ha avvertito che la rimozione delle sue apparecchiature "di qualità e sicure" avrebbe comportato solo ingenti perdite finanziarie per i cittadini europei.

