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ADAPT trasforma il commercio africano utilizzando blockchain e stablecoin

DiNelius IreneNelius Irene
Tempo di lettura: 3 minuti.
ADAPT trasforma il commercio africano utilizzando blockchain e stablecoin
  • L'iniziativa ADAPT mira a trasformare il commercio africano utilizzando blockchain e stablecoin.
  • Potrebbe generare 70 miliardi di dollari di scambi commerciali all'anno, accelerare le procedure di sdoganamento e ridurre le commissioni sui pagamenti transfrontalieri.
  • Il progetto partirà dal Kenya, si estenderà al Ghana e a un altro Paese e raggiungerà tutte le 55 nazioni africane entro il 2035.

Una nuova, radicale iniziativa chiamata ADAPT (Africa Digital Access and Public Infrastructure for Trade) si concentra sulla riorganizzazione del flusso commerciale nel continente africano, basandosi sulla tecnologia blockchain e sulle stablecoin.

Lanciato dal Segretariato dell'African Continental Free Trade Area (AfCFTA) in collaborazione con la IOTA Foundation, il Tony Blair Institute e il World Economic Forum (WEF), ADAPT promette di garantire un commercio transfrontaliero più rapido, più economico e più trasparente.

L'annuncio di questa iniziativa ha stimolato il dibattito tra i cittadini. Per affrontare queste controversie, la Fondazione Iota ha spiegato che questa rete pubblica digitale open source è significativa nel promuovere scambi commerciali senza soluzione di continuità, poiché consente pagamenti transfrontalieri tramite stablecoin. Questo progetto proteggerà anche i documenti commerciali digitali e garantirà la compatibilità delle identità digitalidentha aggiunto l'organizzazione.

Il progetto ADAPT promuoverà un commercio senza soluzione di continuità in Africa 

Dominik Schiener, imprenditore italiano, co-fondatore e presidente della Fondazione IOTA, ha condiviso un post X in cui afferma che ADAPT dovrebbe essere implementato in tutte le 55 nazioni africane entro il 2035. Secondo Schiener, questa iniziativa mira a migliorare le operazioni commerciali nel continente.

Nel frattempo, secondo fonti attendibili, ADAPT punta anche a generare altri 70 miliardi di dollari di scambi commerciali annuali, a ridurre i tempi di sdoganamento alle frontiere da un massimo di 14 giorni a meno di tre giorni e ad abbassare le commissioni per i pagamenti transfrontalieri al 6% rispetto alle attuali aliquote del 9%. 

In una dichiarazione, Schiener ha affermato che le operazioni di sdoganamento e di sdoganamento passeranno da diverse settimane a poche ore. Ha inoltre spiegato che i pagamenti transfrontalieri diminuiranno drasticamente, scendendo al di sotto del 3%, mentre gli esportatori avranno l'opportunità di accedere a risorse di finanziamento del commercio globale.

In particolare, la Fondazione IOTA è un ente globale senza scopo di lucro che sviluppa tecnologie di registro distribuito (DLT) open-source per l'"Internet delle cose" (IoT). L'organizzazione ha lasciato intendere che il progetto ADAPT verrà inizialmente lanciato in Kenya nel primo trimestre del prossimo anno, per poi estendersi al Ghana e a un'altra nazione, il cui nome non è ancora stato reso noto.

Secondo quanto riportato, l'implementazione completa dovrebbe iniziare nel 2027 e proseguire fino al 2035. 

Come per il lancio di altre iniziative, Schiener ha riconosciuto che questo percorso sarà lungo e impegnativo. Tuttavia, l'imprenditore italiano ha sottolineato che, con il sostegno dell'AfCFTA e l'impegno dei partner, ritiene di poter raggiungere l'obiettivo di collegare l'Africa alle infrastrutture commerciali digitali all'avanguardia del mondo.

Chido Munyati delinea un ostacolo significativo al commercio in Africa 

Chido Munyati, Responsabile per l'Africa e Global Leadership Fellow del World Economic Forum, ha osservato che le inefficienze commerciali sono diventate un ostacolo significativo per le nazioni africane. Ha espresso ottimismo sul fatto che la digitalizzazione e la tecnologia blockchain contribuiranno a superare queste sfide.

In una dichiarazione, Munyati ha riconosciuto che, sebbene le inefficienze commerciali continuino a rappresentare un ostacolo sostanziale all'espansione delle imprese, la digitalizzazione dei processi commerciali potrebbe migliorare notevolmente il modo in cui le economie africane interagiscono e collaborano.

Quando i giornalisti hanno contattato la Iota Foundation per un commento sulla questione, l'organizzazione ha evidenziato come significative inefficienze problemi quali la lentezza dei pagamenti alla frontiera, che possono richiedere settimane, e l'uso di documentazione cartacea. 

Nel frattempo, i report di Statista, una piattaforma di dati online, hanno evidenziato che si prevede che oltre 75 milioni di persone in Africa utilizzeranno criptovalute entro il 2026, con un tasso di utilizzo del 5,9%. Si prevede inoltre che il fatturato complessivo del continente raggiungerà il massimo storico di 5,1 miliardi di dollari entro lo stesso anno. 

Queste previsioni fanno seguito ai report di Chainalysis del 2 ottobre, che indicavano come le stablecoin rappresentino circa il 43% del volume totale delle transazioni nell'Africa subsahariana. Tra i primi cinque Paesi in questa tendenza figurano Nigeria, Sudafrica, Ghana, Kenya e Zambia. 

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Nelius Irene

Nelius Irene

Nellius è laureata in Economia Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. Ha inoltre conseguito la laurea presso Bitcoin Dada. Nellius ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.

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