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Il CEO di OpenAI Sam Altman dice che l'AI avrà 'novel insights' entro 2026

DiEnacy MapakameEnacy Mapakame 3 min di lettura
Il CEO di OpenAI Sam Altman afferma che l'IA avrà 'approfondimenti innovativi' entro 2026

Foto di Solen Feyissa

  • Sam Altman prevede che l'IA fornirà genuine nuove intuizioni entro il 2026.
  • I concorrenti si sfidano per sviluppare l'IA per la generazione di ipotesi scientifiche.
  • Gli osservatori mettono in dubbio la capacità dell'IA di produrre vere e proprie innovazioni creative.

Il CEO di OpenAI Sam Altman crede che l'intelligenza artificiale inizierà a fornire idee veramente originali già dal prossimo anno, con la tecnologia che rimodella il mondo.

Nel suo ultimo saggio, intitolato "La Gentile Singolarità", Altman illustra come vede l'IA ridisegnare il nostro mondo nei prossimi quindici anni. Coerente con il suo stile, suscita entusiasmo riguardo all'intelligenza artificiale generale (AGI), suggerendo che OpenAI sia sull'orlo di una svolta, ma allo stesso tempo mette in guardia dall'aspettarsi un arrivo immediato.

I suoi scritti delineano abitualmente un futuro in cui l'AGI sovverte le nozioni tradizionali di lavoro, produzione energetica e strutture sociali, e spesso lascia intravedere le priorità di ricerca e sviluppo (R&D) della stessa OpenAI.

Il gaffer di OpenAI offre uno sguardo sul vicino futuro delle intuizioni dell'IA

Altman afferma che entro il 2026 vedremo

Ad aprile, quando OpenAI ha lanciato i suoi motori di ragionamento o3 e o4-mini, il co-fondatore e presidente Greg Brockman li ha descritti come i primi modelli utilizzati dai ricercatori per scatenare concetti genuinamente nuovi. Insieme, questi annunci implicano che nel prossimo anno OpenAI potrebbe accelerare gli sforzi per creare AI capace di scoperte pionieristiche.

OpenAI è di gran lunga sola in questa ricerca. Organizzazioni rivali hanno spostato le risorse verso l'addestramento di modelli in grado di aiutare gli scienziati a formulare ipotesi originali. A maggio, Google ha pubblicato un documento tecnico su AlphaEvolve, un assistente di codifica IA che si dice proponga strategie innovative per affrontare sfide matematiche avanzate.

Nel frattempo, FutureHouse, una startup sostenuta dall'ex CEO di Google Eric Schmidt, afferma che il suo agent AI ha già realizzato una scoperta scientifica autentica. Nello stesso mese, Anthropic ha introdotto un programma di supporto alla ricerca mirato a potenziare le indagini scientifiche con l'AI.

Se anche solo una frazione di questi sforzi avrà successo, potrebbero automatizzare fasi critiche del ciclo di ricerca, aprendo vasti mercati nello sviluppo di farmaci, nella scienza dei materiali e oltre.

Sfide sul cammino verso un'innovazione genuina

Nonostante queste ambizioni, offrire una creatività autentica rimane un ostacolo formidabile. All'inizio di quest'anno, Thomas Wolf, chief science officer di Hugging Face, ha sostenuto che l'IA odierna manca della capacità di porre le domande insightful che guidano le vere svolte.

Kenneth Stanley, ex responsabile della ricerca presso OpenAI, ha fatto eco a questo scetticismo in un'intervista con TechCrunch, affermando che i modelli esistenti non sono all'altezza di generare ipotesi originali.

Stanley ha da allora fondato Lila Sciences, una startup deep-tech che ha raccolto 200 milioni di dollari per costruire un laboratorio basato sull'IA focalizzato sulla generazione di ipotesi. Secondo lui, la difficoltà principale risiede nel dotare i modelli di un apprezzamento per la novità e la pertinenza, qualità che sono alla base di ogni grande domanda scientifica.

Se la previsione di Altman si realizzerà rimane incerto. Ma se i suoi post passati sul blog sono un indicatore, potrebbero suggerire la direzione strategica che OpenAI intende intraprendere in seguito. A gennaio, Altman ha dichiarato che il 2025 sarebbe stato "l'anno degli agenti" e poco dopo l'azienda ha presentato i suoi primi tre agenti IA – Operator, Deep Research e Codex.

Attraverso lo stesso principio, questo ultimo saggio potrebbe anticipare una prossima ondata di strumenti IA progettati non solo per seguire le istruzioni o automatizzare i compiti, ma per proporre intuizioni che non sono mai state considerate prima.

Se OpenAI avesse successo, i risultati potrebbero estendersi ben oltre la tecnologia, trasformando il modo in cui esploriamo, comprendiamo e innoviamo in ogni campo guidato dalla scienza.

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Enacy Mapakame

Enacy Mapakame

Enacy Mapakame è una giornalista con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle notizie finanziarie e aziendali. Si occupa di mercati dei capitali e tecnologie emergenti: metaverso, intelligenza artificiale e criptovalute. Enacy è laureata con onori in Media and Society Studies.

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