È innegabile che il concetto di "divario digitale" sia ancora attuale e, anzi, continui a crescere nonostante i numerosi progressi compiuti dall'umanità nel campo tecnologico in rapida evoluzione. In parole semplici, il divario digitale si riferisce al significativo divario che separa diverse fasce demografiche e alla loro mancanza di accesso a tecnologie (TIC) di qualità, tra cui la banda larga, gli smartphone e i personal computer.
E mentre fino alla fine degli anni '80 il termine era associato principalmente alle persone senza telefono, ora descrive il divario tra persone con e senza servizi internet di qualità. Su un piano più tecnico, vale la pena ricordare che il divario digitale si riscontra principalmente in quattro fasce fondamentali della società: tra individui che vivono in aree urbane e rurali; tra istruiti e non istruiti; tra individui che vivono in diversi strati socioeconomici e, più macroscopicamente, tra nazioni più sviluppate rispetto a quelle meno sviluppate.
I numeri non mentono
Sebbene oggi la maggior parte delle persone dia per scontato l'accesso a servizi internet di qualità, resta il fatto che miliardi di persone in tutto il mondo non godono ancora di questo privilegio. Per dare un'idea della portata del problema, solo negli Stati Uniti, considerati uno dei paesi più sviluppati al mondo, oltre 5 milioni di famiglie che vivono in zone rurali e 15,3 milioni di persone residenti in aree urbane e metropolitane non hanno accesso a servizi a banda larga di base.
Le cose diventano ancora più sorprendenti se si considera un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite, secondo cui, nel quarto trimestre del 2021, quasi 3 miliardi di persone – ovvero il 37% della popolazione mondiale – non hanno mai utilizzato Internet, né tantomeno hanno avuto accesso a dispositivi che possano aiutarle in questo senso. Inoltre, i ricercatori hanno osservato che la stragrande maggioranza di queste persone vive in regioni estremamente povere del mondo, tra cui Africa, Asia e Sud America.
Web3 in soccorso
oltre Attualmente, 300 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni non sono connessi a Internet. Questo può (e alla fine lo sarà) impedire loro di accedere a un'istruzione di qualità, a informazioni sanitarie e a strumenti finanziari essenziali. A questo proposito, la tecnologia Web3, come la blockchain, può mitigare tali problemi consentendo la creazione di una rete trasparente e responsabile che può contribuire a diversi di questi aspetti.
Ad esempio, gli strumenti Web3 possono aiutare a tracla visibilità delle donazioni e il modo in cui vengono utilizzate per aumentare la connettività Internet a livello globale, misurando la velocità di trasmissione dei dati di ciascun dispositivo connesso all'interno di una particolare rete, gestendo itracfinanziari tra i clienti finali e i loro ISP (fornitori di servizi Internet), tra le altre cose.
In effetti, oggi sono numerose le piattaforme blockchain che stanno prosperando per colmare il suddetto divario digitale. Philcoin, ad esempio, offre beneficienza concreta attraverso i suoi sforzi per migliorare l'alfabetizzazione e l'emancipazione umana. Lo scopo principale del progetto è quello di contribuire a fornire gli strumenti necessari a quelle persone in tutto il mondo che non hanno o non possono permettersi un accesso significativo a Internet.
Colmando gradualmente il divario digitale, Philcoin punta a risolvere molti problemi legati all'esclusione finanziaria, alla disparità di accesso alle risorse educative e ad altre opportunità economiche che affliggono le persone oggi. A questo proposito, vale la pena ricordare che circa 2 miliardi di adulti in età lavorativa a livello globale non hanno accesso a servizi finanziari formali. Philcoin sta anche cercando di eliminare questo significativo collo di bottiglia utilizzando il suo framework Web3, pronto per il futuro.
Infine, il progetto mira a creare la più grande comunità di filantropi al mondo, facilitando al contempo la creazione di un ecosistema finanziario in cui i partecipanti da tutto il mondo possano guadagnare denaro semplicemente dedicandosi ad attività quotidiane come chiacchierare, guardare la televisione, giocare ai videogiochi, istruirsi e persino fare shopping.
Guardando avanti
Il divario digitale ha continuato a favorire una serie di disuguaglianze nella società odierna, la più importante delle quali è la creazione di un significativo divario comunicativo. Ciò è stato particolarmentedent fin dall'inizio della pandemia di Covid-19, che ha costretto una parte significativa della popolazione mondiale a vivere in completo isolamento senza accesso a Internet, limitando non solo la possibilità di prenotare appuntamenti per la vaccinazione contro il coronavirus, ma anche le prospettive finanziarie e con un impatto negativo sulla salute mentale.
Pertanto, mentre ci dirigiamo verso un futuro guidato da decentralizzate , è logico che l'uso delle piattaforme Web3 possa continuare a spostare gli equilibri di potere, consentendo a persone di tutto il mondo di accedere a servizi digitali di qualità (come l'accesso a Internet) necessari per l'inclusività.
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