La tensione sale mentre la senatrice statunitense Elizabeth Warren richiama Goldman Sachs per il fallimento della Silicon Valley Bank (SVB). In un crescendo di domande e risposte, Warren punta i riflettori sulle azioni di Goldman e sui potenziali guadagni durante il crollo della SVB.
Lo sfondo dei profitti in mezzo alle perdite
Warren delinea una narrazione in cui Goldman Sachs ricopre molteplici ruoli: acquirente di obbligazioni SVB, orchestratore di una raccolta di capitali sventata e beneficiario del crollo della banca.
Sostiene che mentre la FDIC interveniva presso la SVB, Goldman Sachs non si limitava a guardare con indifferenza, ma traeva vantaggio dalla situazione.
Secondo quanto affermato da Warren, Goldman Sachs avrebbe acquistato un portafoglio obbligazionario che avrebbe causato a SVB una perdita di 1,8 miliardi di dollari, poco prima del fallimento della vendita di azioni.
La vendita delle azioni, orchestrata nientemeno che da Goldman Sachs, non decollò. Eppure, secondo Warren, il colosso di Wall Street intascò comunque profitti e commissioni.
La controversia si inasprisce quando Warren afferma che le turbolenze del mercato seguite al fallimento di SVB hanno amplificato il valore del portafoglio obbligazionario scontato di Goldman.
L'aumento di valore stimato si aggira intorno ai 100 milioni di dollari. I guadagni della banca di Wall Street, nonostante i problemi di SVB, insiste Warren, sollevano seri interrogativi.
Rispondendo alle accuse di Warren, Tony Fratto, portavoce di Goldman Sachs, ha affermato che la banca sta esaminando attentamente la sua lettera. Ha sottolineato che le banche di solito non traggono profitto dall'interruzione delle raccolte di capitale, suggerendo che la presunta manna per Goldman non sia così scontata come potrebbe sembrare.
La contro-narrazione di Fratto indica una stima diversa del profitto derivante dalla vendita del portafoglio SVB. Lo stima intorno ai 50 milioni di dollari, la metà di quanto stimato da Warren.
Il crollo e le cause legali della SVB
La crisi è iniziata quando SVB Financial Group ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 11 a marzo, con l'obiettivo di cercare acquirenti di asset. Ciò ha fatto seguito all'acquisizione regolamentare della sua ex divisione, Silicon Valley Bank. È qui che Goldman Sachs si è trovata coinvolta in una controversia.
Goldman Sachs, in qualità di sottoscrittore di diverse offerte di azioni di SVB Financial Group nel 2021 e nel 2022, è stata tra gli imputati in una class action sui titoli azionari.
Gli attori nella causa sostengono che i documenti di offerta contenevano significative inesattezze e omissioni. L'ammontare del risarcimento danni richiesto nella causa, depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California, rimane non specificato.
In mezzo a questi intrecci, Goldman Sachs rivela di stare "collaborando e fornendo informazioni a vari enti governativi" che stanno indagando su SVB. Ciò include le sue transazioni di marzo, il mese tumultuoso che ha visto eventi chiave che hanno portato al fallimento della banca.
In un'epoca in cui i giganti della finanza sono sottoposti a un controllo sempre più attento, l'interrogatorio di Warren nei confronti di Goldman Sachs sui presunti profitti derivanti dal fallimento di SVB segna un altro capitolo.
Ciò sottolinea la tensione persistente tra gli enti regolatori e le istituzioni di Wall Street, mentre le operazioni di queste ultime vengono messe sotto la lente d'ingrandimento. Il dibattito sulla questione prosegue, con entrambe le parti che mantengono la propria posizione.
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