La SEC dice che il token FUSE non è un titolo in una nuova lettera di non azione

- La SEC ha detto che Fuse può offrire il suo token FUSE senza affrontare azioni di enforcement.
- I token premiano l'uso di energia sostenibile, non la generazione di profitti.
- L'approvazione dimostra che la SEC sostiene i token con utilità nel mondo reale.
La Divisione di Corporation Finance della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha concesso una lettera di non azione a Fuse Crypto Limited, responsabile del token FUSE.
Secondo la lettera, la SEC non raccomanderà azioni di enforcement se Fuse offre e vende il suo token nelle condizioni presentate. Questa determinazione si basa esclusivamente sui fatti forniti da Fuse e Ketchum, e non riflette come la SEC potrebbe decidere se uno di questi fatti fosse diverso.
Fuse mira a lanciare un token che ricompensa gli individui per la partecipazione a programmi che promuovono l'elettricità sostenibile, inclusi il solare sul tetto, la ricarica dei veicoli elettrici e altre tecnologie verdi. I consumatori sono incentivati a guidare l'efficienza energetica e della rete in un mondo digitale senza plastica dove il valore è condiviso. La SEC ha trovato che il token non si qualificava come contratto di investimento ai sensi del 1946 test di Howey, che è comunemente usato per determinare se un asset costituisce un titolo.
Il token FUSE incoraggia la partecipazione, non i profitti
Fuse Crypto Limited ha chiarito che il token FUSE è stato creato come meccanismo di incentivazione per promuovere comportamenti energetici positivi, piuttosto che servire come un mezzo di scambio. L'azienda non offre o vende il token con l'aspettativa di profitto dagli sforzi di altri basati sulle prestazioni dell'azienda o sui guadagni futuri.
Invece, mira a ricompensare le persone in token FUSE per l'impegno in attività sostenibili (come l'installazione di pannelli solari sul tetto, caricabatterie per veicoli elettrici o l'iscrizione a programmi che rendono le loro case più efficienti dal punto di vista energetico). Collegando le ricompense in token direttamente ai comportamenti personali di consumo e conservazione dell'energia, Fuse stabilisce un sistema in cui il valore si basa sull'uso piuttosto che sulla speculazione.
Il modello di Fuse è stato esaminato dalla SEC, che ha preso le parti dell'azienda. L'agenzia ha sottolineato che, poiché i holder di token vengono ricompensati per il loro consumo energetico e comportamento – non aspettandosi profitti derivati da Fuse o altre attività al di fuori dei propri sforzi – FUSE non si qualifica come contratto di investimento ai sensi delle leggi sui titoli statunitensi. Questa distinzione è importante perché traccia una linea tra i token di utilità reali e qualcosa che costituirebbe naturalmente un asset bersaglio di una regolamentazione pesante.
Fuse ha anche notato che il token è scalabile e funzionale, consentendogli di espandersi in linea con la crescita dell'azienda nelle iniziative di energia sostenibile. L'obiettivo è ricompensare ogni giocatore dell'ecosistema, inclusi quelli che comprano e vendono elettroni, e gestire la rete per una maggiore efficienza del carbonio. Credono che ci sia un mondo in cui gli utenti sono costantemente incoraggiati ad adottare una soluzione energetica più pulita. Il token incentiva le attività energetiche quotidiane in modo diretto, basato su blockchain, che collega la partecipazione personale allo sviluppo di tecnologie sostenibili.
Il regolatore mostra sostegno ai progetti crittografici orientati all'utilità
Questa è la seconda lettera di non azione che abbiamo visto negli ultimi mesi riguardo a progetti di token che hanno utilità nel mondo reale. A settembre, il token 2Z di DoubleZero – concesso ai contributori in una rete di infrastrutture fisiche decentralizzate – è stato approvato dalla SEC. Questi movimenti suggeriscono un modello di risposta meno riflessivo da parte della SEC riguardo agli asset digitali funzionali (rispetto a quelli puramente di investimento).
L'approvazione di Fuse, come non-titolo, è una notizia incoraggiante per le aziende che sperimentano sistemi di ricompensa basati su blockchain costruiti attorno a infrastrutture fisiche. Fornisce chiarezza per i progetti che distribuiscono token come incentivi per la partecipazione – un passo verso un modello in cui innovazione e protezione dei consumatori possono coesistere pacificamente.
La SEC ha anche suggerito intenzioni più ambiziose di creare una "tassonomia dei token" che differenzi tra titoli e token di utilità – potenzialmente una bussola importante per progetti e regolatori che navigano nei nuovi mondi di cripto e tecnologia energetica.
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Nellius Irene
Nellius è una laureata in Gestione Aziendale e Informatica con cinque anni di esperienza nel settore delle criptovalute. È anche diplomata presso Bitcoin Dada. Nellius ha contribuito a principali testate giornalistiche, tra cui BanklessTimes, Cryptobasic e Riseup Media.
















