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Il Parlamento europeo approva la legge storica sull'intelligenza artificiale

DiJohn PalmerJohn Palmer 3 min di lettura
UE

  • L'Unione europea ha approvato l'AI Act, una normativa completa senza precedenti a livello mondiale per i sistemi di intelligenza artificiale.
  • L'AI Adotta un approccio basato sul rischio, con regole più severe per le applicazioni ad alto rischio e il divieto di specifici utilizzi dell'IA considerati inaccettabili.
  •  La regolamentazione mira a stabilire uno sviluppo dell'IA incentrato sull'uomo, promuovendo al contempo l'innovazione e affrontando i potenziali rischi dei potenti modelli di IA.

L'Unione europea ha compiuto un passo significativo verso la regolamentazione del campo in rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale (IA) concedendo l'approvazione finale all'AI Act, una legislazione rivoluzionaria che mira a stabilire un quadro completo per lo sviluppo e l'utilizzo dei sistemi di IA all'interno del blocco di 27 nazioni.

L'AI Act, in fase di elaborazione da cinque anni, è stato approvato in modo schiacciante dai membri del Parlamento europeo, segnando un momento cruciale nella ricerca di garantire che la tecnologia dell'IA sia sviluppata e implementata in modo responsabile e incentrato sull'uomo.

Una bussola globale

Si prevede che l'AI Act funga da faro globale per altri governi alle prese con la sfida di regolamentare la tecnologia dell'intelligenza artificiale. Dragos Tudorache, un legislatore rumeno che ha co-guidato i negoziati del Parlamento sul progetto di legge, ha sottolineato l'importanza della normativa, affermando: «L'AI Act ha orientato il futuro dell'IA in una direzione incentrata sull'uomo, in cui gli esseri umani mantengono il controllo sulla tecnologia e quest'ultima – la tecnologia – ci aiuta a sfruttare nuove scoperte, crescita economica, progresso sociale e a sbloccare il potenziale umano.»

Approccio basato sul rischio

L'AI Adotta un approccio basato sul rischio per regolare i sistemi di IA, con un livello di scrutinio proporzionale ai potenziali rischi posti dalla tecnologia. I sistemi a basso rischio, come i sistemi di raccomandazione dei contenuti o i filtri antispam, saranno soggetti a regole più leggere, richiedendo principalmente trasparenza sull'utilizzo dell'IA.

D'altra parte, le applicazioni ad alto rischio dell'IA, inclusi dispositivi medici e sistemi di infrastrutture critiche, dovranno rispettare requisiti più rigorosi, quali l'utilizzo di dati di alta qualità e la fornitura di informazioni chiare agli utenti.

Certain AI considerati come a rischio inaccettabile sono esplicitamente vietati dalla nuova legislazione. Tra questi figurano i sistemi di punteggio sociale che governano il comportamento umano, alcune forme di polizia predittiva e i sistemi di riconoscimento delle emozioni nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Inoltre, la legge vieta alle forze dell'ordine l'utilizzo di sistemi di "identificazione biometrica" remota basati su IA negli spazi pubblici, salvo in casi di reati gravi come sequestri di persona o terrorismo.

Il regolamento affronta anche l'incredibile ascesa dei modelli di intelligenza artificiale a scopo generale, come ChatGPT di OpenAI, introducendo disposizioni per la loro supervisione. Gli sviluppatori di tali modelli saranno tenuti a fornire riassunti dettagliati dei dati utilizzati per l'addestramento, a rispettare la normativa sul diritto d'autore dell'UE e a etichettare i deepfake generati dall'IA come manipolazioni artificiali.

Affrontare i rischi sistemici

Riconoscendo il potenziale dei potenti modelli di IA nel creare "rischi sistemici", l'AI Act impone un scrutinio aggiuntivo sui sistemi più grandi e avanzati, inclusi GPT-4 di OpenAI e Gemini di Google. Le aziende che forniscono tali sistemi dovranno valutare e mitigare i rischi, segnalare incidenti gravi, implementare misure di cybersecurity e divulgare i dati relativi al consumo energetico.

Le preoccupazioni dell'UE derivano dal potenziale di questi potenti sistemi di IA di causare gravi incidenti, essere utilizzati male per attacchi informatici o diffondere pregiudizi dannosi attraverso numerose applicazioni, incidendo su un gran numero di persone.

Mentre l'AI Act mira a stabilire un quadro per lo sviluppo responsabile dell'intelligenza artificiale, cerca anche di promuovere l'innovazione all'interno dell'UE. Le grandi aziende tecnologiche hanno generalmente sostenuto la necessità di una regolamentazione, facendo al contempo lobbying per garantire che le regole giochino a loro favore.

Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha inizialmente suscitato scalpore suggerendo che l'azienda potrebbe ritirarsi dall'Europa se non fosse in grado di conformarsi all'AI Act, ma in seguito si è ritratto, affermando che non vi sono piani di abbandono.

Mentre il mondo affronta il rapido avanzamento della tecnologia AI, l'Artificial Intelligence Act dell'Unione Europea rappresenta uno sforzo pionieristico per trovare un equilibrio tra la promozione dell'innovazione e l'affrontare i potenziali rischi e le sfide poste da questa tecnologia trasformativa.

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John Palmer

John Palmer

John Murangiri è arrivato su Cryptopolitan con competenze nell'analisi di mercato. John (noto anche come JP) si è laureato presso l'Università di Nairobi con una laurea in comunicazione di massa e studi sui media. In precedenza ha contribuito con approfondimenti sul mercato delle criptovalute a InsideBitcoins.com e Metacoingraph.

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