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La BCE resta con i piedi per terra, senza fretta di tagliare i tassi di interesse

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 2 minuti.
La BCE resta con i piedi per terra, senza fretta di tagliare i tassi di interesse
  • Gabriel Makhlouf della BCE sottolinea l'importanza di avere pazienza prima di prendere in considerazione tagli ai tassi di interesse, citando la necessità di un quadro economico più chiaro entro la metà dell'anno.
  • La BCE monitora attentamente la crescita dei salari e il costo del lavoro in quanto fattori critici che influenzano le decisioni sull'inflazione e sui tassi di interesse.
  • Nonostante la disinflazione in corso, la BCE necessita di ulteriori dati per garantire che gli obiettivi di inflazione possano essere raggiunti in modo sostenibile prima di adeguare i tassi.

Gabriel Makhlouf, membro chiave del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), ha recentemente chiarito che la banca non ha fretta di tagliare i tassi di interesse. Nonostante l'impressionante resilienza del mercato del lavoro e le aspettative di una ripresa della crescita economica entro la fine dell'anno, Makhlouf sottolinea la necessità di pazienza. Sottolinea che entro la metà dell'anno dovrebbe emergere un quadro economico più chiaro, il che suggerisce che decisioni affrettate potrebbero non essere necessarie in questa fase.

Makhlouf, anche a capo della banca centrale irlandese, ha espresso le sue preoccupazioni durante un incontro a Gand, in Belgio, con i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali europei. Ha evidenziato i potenziali rischi associati alla crescita salariale, indicando che un recupero eccessivamente rapido potrebbe portare la situazione in una direzione indesiderata. La BCE è particolarmente concentrata sul costo del lavoro come fattore significativo che influenza l'inflazione, che a sua volta determinerà l'andamento futuro dei tassi di interesse. Sebbene si sia registrato un allentamento della pressione sui salari negoziati verso la fine dello scorso anno, un nuovo indicatore prospettico suggerisce che non siamo ancora fuori pericolo per quanto riguarda l'elevata crescita salariale.

Mentre la disinflazione è in corso nell'eurozona, Makhlouf osserva che sono necessari ulteriori progressi prima che la BCE possa valutare un adeguamento della sua politica monetaria. Precisa che la banca non deve attendere che l'inflazione raggiunga il 2% prima di considerare un taglio dei tassi. Tuttavia, sono necessari dati sufficienti per garantire che tale obiettivo possa essere raggiunto in modo sostenibile. Le sue dichiarazioni giungono in vista della prossima riunione di politica monetaria della BCE, con discussioni che indicano sempre più giugno come il momento più probabile per riconsiderare i costi di finanziamento.

Rallentamento e stabilizzazione economica

L'area dell'euro è riuscita a evitare una recessione nella seconda metà del 2023, sebbene le prospettive economiche rimangano fosche, con recenti indagini che indicano solo una stabilizzazione a livelli bassi. Questo scenario, secondo Makhlouf, segnala che la politica monetaria della BCE ha effettivamente ridotto la domanda. Prevede una prosecuzione del rallentamento economico nei primi mesi di quest'anno, seguita da una ripresa, in parte alimentata dagli aggiustamenti salariali nominali che stimolano i consumi.

Makhlouf ha anche affrontato le sfide poste dai "problemi indotti dalla politica", sottolineando l'importanza della vigilanza in un mondo pieno di rischi. Ha poi discusso dell'imperativo di completare l'Unione dei mercati dei capitali in Europa, sottolineando le complessità politiche che circondano alcuni temi in questo ambito. L'obiettivo, suggerisce, dovrebbe essere quello di concentrarsi sulle questioni significative per fare progressi.

Uno sguardo più da vicino all'Irlanda e al nuovo quadro della BCE

In Irlanda, si sta prestando molta attenzione al settore immobiliare commerciale, con le nuove norme in materia di leva finanziaria e liquidità che iniziano a entrare in vigore. Makhlouf rimane ottimista sulla resilienza del sistema rispetto al calo delle valutazioni e ai rallentamenti. Per quanto riguarda le banche irlandesi, prevede un futuro in cui un mercato competitivo potrebbe comprendere tre banche retail nazionali insieme a diverse fintech che offrono servizi diversificati.

Su scala più ampia, la BCE sta raggiungendo un consenso su un nuovo quadro monetario progettato specificamente per la zona euro a 20 nazioni. Questo quadro, diverso da quelli di altre giurisdizioni, mira a facilitare una transizione più fluida, man mano che la liquidità in eccesso si ridurrà dai mercati finanziari nei prossimi due anni. L'intenzione è di annunciare i risultati entro la primavera, in un contesto di ambizione e scetticismo tra i funzionari riguardo alla ripresa dei prestiti interbancari.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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