Il produttore cinese di chip CXMT prevede un'IPO nel primo trimestre del 2026 con una valutazione di 42,12 miliardi di dollari

- CXMT punta a una valutazione di 42,12 miliardi di dollari e prevede un'IPO a Shanghai nel primo trimestre del 2026.
- L'azienda spera di raccogliere fino a 40 miliardi di yuan (5,6 miliardi di dollari) per alimentare la produzione di chip per l'intelligenza artificiale.
- L'IPO è importante per le ambizioni di Pechino nel settore dei chip, in un contesto di restrizioni imposte dagli Stati Uniti e di crescente domanda di intelligenza artificiale.
ChangXin Memory Technologies (CXMT) è sulla buona strada per raggiungere una valutazione di 300 miliardi di yuan (42,12 miliardi di dollari) se riuscirà a quotarsi sul mercato STAR di Shanghai e a raccogliere fino a 5,6 miliardi di dollari nella sua prossima IPO.
Considerando la domanda di intelligenza artificiale che sta riducendo le forniture globali di DRAM e le tensioni geopolitiche in corso, il debutto di CXMT potrebbe rappresentare un passo significativo nelle ambizioni della Cina nel settore dei semiconduttori.
CXMT si sta preparando per una delle più grandi quotazioni in Cina
Il produttore cinese di chip di memoria, ChangXin Memory Technologies (CXMT), ha annunciato i suoi piani per una delle più grandi quotazioni in borsa di semiconduttori in Cina, con l'intenzione di raccogliere fino a 40 miliardi di yuan (5,6 miliardi di dollari) in un'offerta pubblica iniziale sul mercato STAR di Shanghai all'inizio del prossimo anno.
Secondo diverse fonti a conoscenza della questione, la quotazione potrebbe far valutare l'azienda fino a 300 miliardi di yuan (42,12 miliardi di dollari).
CXMT è stata fondata con il sostegno statale nel 2016 ed è diventata una parte importante dell'ambizione della Cina di raggiungere l'autosufficienza nel mercato dei chip di memoria, storicamente dominato da Samsung ElectronicstronSK Hynix e Micron Technology.
L'azienda, con sede a Hefei, è il principale produttore cinese di chip DRAM (Dynamic Random Access Memory), essenziali per smartphone, computer e, sempre più spesso, sistemi di intelligenza artificiale (IA).
Due fonti hanno affermato che CXMT potrebbe presentare il prospetto informativo per l'IPO già a novembre, pur avvertendo che l'offerta finale e la valutazione potrebbero variare a seconda del mercato. Una terza fonte ha indicato che l'azienda punta attualmente a un obiettivo di raccolta fondi di 5,6 miliardi di dollari.
Le azioni cinesi dei semiconduttori hanno registrato un'impennata quest'anno, con l'indice CSI CN Semiconductor in rialzo di quasi il 49% da inizio anno. L'impennata è dovuta al crescente entusiasmo degli investitori per i produttori di chip nazionali, mentre Pechino punta sull'indipendenza tecnologica, in un contesto di intensificazione dei controlli sulle esportazioni da parte degli Stati Uniti.
A luglio, la società madre di CXMT ha avviato la procedura di "consulenza" normativa cinese per la quotazione in borsa. Secondo quanto riportato, la società si è avvalsa della gestione dell'offerta da parte di China International Capital Corporation (CICC) e CSC Financial, entrambe banche d'investimento statali.
Le aziende cinesi nazionali colmano il divario DRAM
CXMT sta investendo molto nelle tecnologie DRAM avanzate, in particolare nella memoria ad alta larghezza di banda (HBM), un chip specializzato fondamentale per alimentare gli acceleratori di intelligenza artificiale come le unità di elaborazione grafica (GPU) di Nvidia.
Questi chip sono fondamentali per l'attuale boom dell'intelligenza artificiale, che sta alimentando una massiccia domanda di potenza di calcolo in tutto il mondo. Con le restrizioni all'esportazione imposte dagli Stati Uniti alla fine del 2024 per impedire alla Cina l'accesso ai chip HBM avanzati, Pechino ha posto maggiore enfasi sullo sviluppo dei produttori nazionali.
"I progressi di CXMT sono diventati cruciali per le più ampie ambizioni della Cina in materia di intelligenza artificiale", ha affermato Choe Jeongdong, analista senior di TechInsights. "Se l'azienda riuscisse ad aumentare la produzione di HBM3 entro il 2026, potrebbe ridurre la dipendenza della Cina dai fornitori esteri, sebbene sia ancora indietro di diversi anni rispetto a SK Hynix"
Secondo TechInsights, la spesa in conto capitale di CXMT ha raggiunto una cifra compresa tra 6 e 7 miliardi di dollari nel 2023-2024 e si prevede che aumenterà del 5% nel 2025 se non verranno introdotte nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti.
L'azienda sta costruendo uno stabilimento di confezionamento HBM a Shanghai, la cui produzione dovrebbe iniziare entro la fine del 2026. La capacità mensile iniziale è stimata in 30.000 wafer, ovvero circa un quinto della produzione comparabile di SK Hynix.
CXMT prevede di produrre in serie i chip HBM di quarta generazione (HBM3) entro il 2026. SK Hynix, d'altra parte, ha già completato la certificazione per i suoi chip HBM4 di prossima generazione e punta ad avviare la produzione in serie entro la fine di quest'anno.
Micron Technology, il principale produttore statunitense di DRAM, ha recentemente annunciato l'intenzione di ritirarsi dal mercato cinese dei chip per server, due anni dopo che Pechino ha limitato i suoi prodotti da importanti progetti infrastrutturali. Questa mossa potrebbe aprire nuove opportunità per produttori nazionali come CXMT.
L'IPO di CXMT costituirà un importante test per verificare l'interesse degli investitori nei confronti dell'obiettivo della Cina di una produzione autosufficiente di semiconduttori.
Se l'operazione avrà successo, la quotazione di CXMT fornirà all'azienda il capitale necessario per aumentare la capacità produttiva, sviluppare prodotti di memoria di nuova generazione ed espandere le capacità dei chip correlati all'intelligenza artificiale.
"L'entusiasmo nazionale saràtron", ha affermato una persona a conoscenza dell'offerta. "Gli investitori vedono CXMT non solo come un'azienda, ma come parte di una missione nazionale"
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Hannah Collymore
Hannah è una scrittrice e redattrice con quasi dieci anni di esperienza nella scrittura di blog e nella cronaca di eventi nel settore delle criptovalute. Collabora con Cryptopolitan, occupandosi della pagina notizie e analizzando gli ultimi sviluppi in ambito DeFi, RWA, regolamentazione delle criptovalute, intelligenza artificiale e tecnologie all'avanguardia. Si è laureata in Economia aziendale presso l'Università di Arcadia.
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