La Corte Suprema dell'India ha tenuto un'udienza preliminare per il caso contro il divieto di criptovalute in India tra la Reserve Bank of India (RBI) e l'organizzazione no-profit Internet & Mobile Association of India (IAMAI).
Ashim Sood è il consulente legale dell'IAMAI e rappresenta gli interessi delle aziende di valuta digitale del Paese.
Il giudice ha chiesto al consulente dell'IAMAI i motivi per cui le aziende di criptovalute e gli exchange di valute digitali non possono avvalersi di banche che si trovano al di fuori della giurisdizione della RBI.
Il caso è oggi elencato nella Corte n.
4 come punto n. 1.La seduta riprenderà tra pochi minuti.
Dopo l'inizio della seduta, saranno dedicati alcuni minuti alla gestione di questioni di "urgenza".
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— KoinX (@getkoinx) 14 agosto 2019
L'avvocato ha spiegato al giudice che le banche al di fuori della giurisdizione della RBI sono solo banche straniere, rendendo quindi difficili le rimesse in uscita ai sensi del Foreign Exchange Management Act (FEMA).
Il giudice ha chiesto alle società di criptovalute di presentare una richiesta e poi di ottenere l'autorizzazione necessaria per superare tutti gli ostacoli posti dalla FEMA e di utilizzare banche straniere.
A questo proposito, l'avvocato ha sostenuto che, secondo il Banking Regulations Act, la RBI ha oltrepassato i propri limiti e ha ritenuto illegale il divieto bancario precedentemente imposto.
Sood ha ulteriormente rafforzato la sua posizione usando le parole della RBI contro di loro. La RBI ha risposto affermando di non avere il potere di vietare le valute digitali perché la criptovaluta non è ancora riconosciuta come moneta o valuta dalla legge.
Il divieto è un atto che deve essere disciplinato dalla legge e non può essere avviato a piacimento. Il signor Sood ha sostenuto che la classificazione delle criptovalute viene interpretata erroneamente e ha fornito chiarimenti sulle criptovalute tramite il rapporto della FCA.
Il giudice ha continuato a sostenere la RBI e ha posto diverse domande, tra cui quelle relative all'applicazione della sezione 45 J della legge sulla regolamentazione bancaria. Durante l'indagine, è emerso chiaramente che la suddetta sezione si applicava solo alle società finanziarie non bancarie e non alle banche.
Alla fine, Sood ha illustrato ai giudici il funzionamento delle criptovalute attraverso spiegazioni orali. Ha spiegato perché alcuni paesi non ne stanno imponendo il divieto e ha poi presentato documenti relativi alle normative globali in vigore in Europa, Giappone e Regno Unito.
Vale la pena notare che il riconoscimento da parte di vari Paesi dei vantaggi e delle potenzialità della valuta digitale è la prova che i benefici superano gli svantaggi delle criptovalute.
divieto di criptovaluta in India