Un giudice federale del distretto occidentale della Virginia ha chiesto agli avvocati che rappresentano un querelante in una causa intentata da un informatore di spiegare perché non dovrebbero essere sanzionati per aver presumibilmente utilizzato l'intelligenza artificiale (IA) per presentare citazioni legali inventate. Si dice che gli avvocati abbiano depositato una memoria contenente "casi e citazioni apparentemente fittizi", inducendo il giudice Thomas T. Cullen a emettere un'ordinanza di comparizione.
L'ordinanza giunge dopo che l'avvocato dell'attore si è opposto a un ordine di protezione emesso dal giudice istruttore statunitense Joel C. Hoppe nel caso Iovino contro Michael Stapleton Associates, Ltd. L'imputato ha segnalato diverse criticità nella memoria dell'attore, tra cui citazioni di casi inesistenti e citazioni introvabili. Il giudice Cullen ha chiesto agli avvocati di spiegare entro il 14 agosto perché non dovrebbe sanzionarli o deferirli ai rispettivi ordini professionali statali per condotta professionale scorretta.
Gli avvocati accusati di aver utilizzato citazioni false scatenano un'indagine legale
Il giudice Cullen ha esposto il presunto comportamento scorretto in un parere memorandum, affermando che le fonti e le citazioni utilizzate nelle obiezioni dell'attore sembravano essere interamente inventate. La memoria del convenuto in opposizione alle obiezioni lo ha sottolineato, suggerendo che queste false citazioni potrebbero essere derivate dall'uso incontrollato dell'intelligenza artificiale, probabilmente attraverso software come ChatGPT. Una citazione specifica, che presumibilmente citava il testo di Graves contro Lioi, era inesistente nel parere effettivo del Quarto Circuito.
Gli avvocati dell'attore non hanno risposto a queste accuse sulle citazioni inventate, un silenzio che il giudice Cullen ha definito "assordante". Questa mancanza ha sollevato ulteriori interrogativi sull'integrità del sistema legale e sulla possibilità di abusare dell'intelligenza artificiale durante il processo di stesura.
Pur affermando che l'uso dell'intelligenza artificiale per il lavoro legale non è intrinsecamente sbagliato, il giudice Cullen ha osservato che qualsiasi avvocato che opta per tale tecnologia deve garantire l'accuratezza di ogni citazione e citazione.
Ha avvertito che l'abuso intenzionale o involontario dell'intelligenza artificiale potrebbe esporre a gravi conseguenze, come l'accusa di malafede o un tentativo deliberato di fuorviare la corte, emettendo così un'ordinanza di comparizione per proteggere l'integrità del procedimento e svelare l'origine di presunti falsi riferimenti.

