In un significativo passo avanti nella lotta contro la criminalità informatica legata alle criptovalute, le autorità ucraine, con il supporto di Europol, hanno arrestato un individuo di 29 anni accusato di un'operazione di cryptojacking su larga scala. L'operazione, avvenuta il 9 gennaio a Mykolaiv, in Ucraina, è il risultato della collaborazione tra Europol e un fornitore di servizi cloud non reso noto.
L'Ucraina smantella una grande operazione di cryptojacking
Il sospettato, la cuidentrimane sconosciuta, è accusato di aver estratto illegalmente criptovalute compromettendo oltre 1.500 account cloud. Questo schema sofisticato ha comportato la creazione di oltre un milione di computer virtuali, sfruttando queste risorse per estese attività di crypto-mining. In una dichiarazione rilasciata il 12 gennaio, l'Europol ha descritto l'operazione come un "sofisticato schema di cryptojacking".
Le indagini rivelano che il sospettato aveva ottenuto privilegi amministrativi in questi account cloud, una violazione che ha permesso l'avvio di un'operazione di mining su larga scala. Le criptovalute estratte illegalmente, per un valore di oltre 2 milioni di dollari (1,8 milioni di euro), sarebbero state trasferite tramite portafogli di criptovalute TON. La polizia informatica ucraina, fondamentale nell'operazione, ha condotto perquisizioni in tre proprietà a seguito di una segnalazione del fornitore di servizi cloud coinvolto.
L'arresto del sospetto dimostra l'efficacia della collaborazione internazionale nella lotta alla criminalità informatica. Il Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) di Europol ha istituito un centro di comando virtuale per fornire analisi e supporto forense essenziali alla Polizia nazionale ucraina. Questo approccio collaborativo sottolinea la crescente preoccupazione globale per l'aumento dei furti di criptovalute e la crescente sofisticazione di tali attività criminali.
L'incidentedent Ucraina non è un caso isolato nell'ambito dei crimini legati alle criptovalute. Nel giugno dell'anno precedente, cittadini russi sono stati accusati di aver hackerato l' di criptovalute Mt. Gox e di aver gestito l'exchange illecito di BTC-e. Queste accuse si riferiscono a un massiccio riciclaggio di 647.000 bitcoina seguito della violazione di Mt. Gox, evidenziando la portata globale della criminalità informatica legata alle criptovalute.
Preoccupazioni globali e necessità di una maggiore sicurezza informatica
Questo ultimo arresto in Ucraina si aggiunge alla crescente lista di importanti furti di criptovalute. Solo nel 2023, gli hacker di criptovalute hanno rubato oltre 1 miliardo di dollari attraverso 75 attacchi informatici, una cifra notevole nonostante sia inferiore ai 3 miliardi di dollari rubati nel 2022. Questa tendenza e la generale flessione del mercato delle criptovalute sollevano allarmi sulla resilienza del settore alle attività criminali e sulla necessità di una più solida supervisione normativa.
Il panorama dell'hacking delle criptovalute si è evoluto, con gli hacker che ora non mirano solo al furto diretto, ma anche all'utilizzo di risorse informatiche per il mining, concentrandosi in particolare su monete private come Monero (XMR). Questo cambiamento di tattica sottolinea la necessità di misure di sicurezza informatica più efficaci e di una maggiore consapevolezza pubblica.

