Con le elezioni del 2024 all'orizzonte, la minaccia dei deepfake incombe, ma gli stati sono stati lenti nell'emanare normative per contrastare questo problema emergente.
Nel 2023 solo tre stati hanno approvato leggi relative all'uso dell'intelligenza artificiale e dei deepfake nelle campagne politiche, evidenziando l'urgente necessità di intervenire a livello statale.
Poiché il governo federale rimane titubante sulla questione, i legislatori statali sono invitati a prendere l'iniziativa per proteggere l'integrità delle elezioni.
Azione statale limitata di fronte alla crescente minaccia
In un anno in cui i potenziali rischi associati all’intelligenza artificiale e alla tecnologia deepfake sono diventati sempre piùdent, solo tre stati – Minnesota, Michigan e Washington – hanno adottato misure per affrontare il problema attraverso la legislazione.
Questi stati hanno emanato leggi con il sostegno bipartisan, riconoscendo l'urgenza della situazione. Tuttavia, molti altri stati devono ancora reagire al panorama in continua evoluzione della disinformazione politica.
Sfide che ostacolano l’azione dello Stato
Diverse sfide hanno impedito agli Stati di affrontare rapidamente il problema dei deepfake politici. Innanzitutto, qualsiasi regolamentazione deve bilanciare attentamente la necessità di contrastare la disinformazione con la tutela dei diritti sanciti dal Primo Emendamento, il che rende il processo legislativo complesso e potenzialmente soggetto a contestazioni legali.
Inoltre, il rapido progresso dell'intelligenza artificiale generativa e della tecnologia deepfake rappresenta un ostacolo significativo per i legislatori, che potrebbero avere difficoltà a tenere il passo con le capacità in continua evoluzione di questi strumenti. Molti legislatori non hanno una comprensione approfondita di queste problematiche, il che rende difficile elaborare politiche efficaci. Inoltre, l'applicazione delle normative richiederebbe la cooperazione delle principali piattaforme di social media, aggiungendo un ulteriore livello di complessità al processo.
Urgente necessità di soluzioni a livello statale
Esperti e sostenitori del settore sottolineano che gli Stati non possono permettersi di aspettare oltre per affrontare la minaccia rappresentata dai deepfake. L'anno scorso si è assistito a un'impennata nell'uso della tecnologia deepfake per creare video convincenti ma falsi, sollevando il timore che le elezioni del 2024 possano essere rovinate da un'ondata di disinformazione politica. Di conseguenza, gli Stati devono agire ora per prevenire le potenziali conseguenze di tale manipolazione.
Deepfake: una minaccia crescente
I deepfake sono video ingannevoli generati utilizzando l'intelligenza artificiale, in grado di imitare in modo convincente l'aspetto e il linguaggio di individui reali.
La proliferazione di contenuti deepfake su Internet ha reso sempre più difficile per il pubblico distinguere la verità dalla finzione. Di conseguenza, cresce il timore che i deepfake possano essere utilizzati per diffondere disinformazione politica durante la prossima stagione elettorale, compromettendo potenzialmente l'integrità del processo elettorale.
Nel 2023, tre stati hanno assunto un ruolo guida nell'affrontare il problema dei deepfake con una legislazione innovativa. Queste leggi possono fungere da modello per altri stati:
Obbligo di trasparenza a Washington: a maggio, Washington ha promulgato una legge che impone la trasparenza sui media "sintetici" utilizzati per influenzare le elezioni.
Questa legge defi"sintetico" qualsiasi immagine, audio o video manipolato e creato con la tecnologia digitale per creare una rappresentazione realistica ma falsa. Tale requisito di divulgazione mira ad aumentare la trasparenza sull'uso di contenuti deepfake nelle campagne politiche.
Divieto del Minnesota sui deepfake relativi alle elezioni: ad agosto, il Minnesota ha approvato una legge che vieta la pubblicazione di contenuti deepfake volti a influenzare le elezioni entro 90 giorni dalla data delle elezioni.
La legge definisce i criteri per l'azione penale, tra cui la consapevolezza che la diffusione è un deepfake, la mancanza di consenso da parte dell'individuo raffigurato e l'intento di danneggiare un candidato o influenzare i risultati delle elezioni.
Approccio globale del Michigan: il mese scorso, il Michigan ha adottato una legge che combina il divieto di distribuzione di contenuti multimediali materialmente ingannevoli entro 90 giorni dalle elezioni con un obbligo di divulgazione. Il divieto, tuttavia, viene revocato se il contenuto multimediale include una dichiarazione che ne attesta la manipolazione. La manipolazione è defiin modo diverso per immagini, video, audio e testo.
La richiesta di un'azione urgente
Mentre la minaccia dei deepfake continua a evolversi, esperti e sostenitori sottolineano la necessità di un'azione immediata a livello statale. Daniel Weiner, direttore del programma elettorale e governativo presso l'organizzazione non partigiana Brennan Center, mette in guardia contro i ritardi, affermando che "le possibilità realmente corrosive [dei deepfake] sono emerse pienamente negli ultimi due anni".
Sottolinea che sono già disponibili soluzioni politiche efficaci e sollecita i legislatori statali a rimboccarsi le maniche e iniziare a elaborare una legislazione volta a proteggere il processo democratico.
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