La revoca del divieto imposto dalla RBI sulle criptovalute da parte della Corte Suprema indiana ha suscitato grande entusiasmo nella comunità crypto del Paese. Nell'attesissima udienza di mercoledì, la Corte Suprema ha annullato il divieto della RBI sul trading di criptovalute. La Corte ha stabilito che l'ordinanza di divieto del 2018 della Reserve Bank of India relativa alle valute digitali è illegale e ha autorizzato il libero scambio di valute virtuali, incluso Bitcoin.
Una commissione di tre giudici composta dal giudice Rohinton Fali Nariman, dal giudice S Ravindra Bhat e dal giudice V Ramasubramanian accoglie il ricorso dell'Internet and Mobile Association of India (IAMAI) che contesta la circolare del 2018 della RBI (Reserve Bank of India) che imponeva agli enti regolamentati di non operare con le criptovalute. https://t.co/BPl5JnZgYe
— ANI (@ANI) 4 marzo 2020
Il divieto della RBI sulle criptovalute è stato revocato dopo un'ampia battaglia legale
Il 6 aprile 2018, la banca centrale indiana ha emesso una circolare che imponeva un divieto totale su qualsiasi transazione in criptovalute in India. L'ordinanza specificava che tutti gli enti finanziari soggetti alla supervisione della RBI non avrebbero dovuto operare con valute virtuali, né agevolare altre entità in transazioni di criptovalute. Inoltre, tutte le entità o persone che operavano in tali attività e servizi erano state avvertite di cessare le proprie attività entro tre mesi.
Prima del divieto del 2018, la RBI aveva emesso un avviso ai trader, ai proprietari e ai dealer di criptovalute di astenersi da tali attività. Gli indiani erano stati avvertiti dei rischi associati agli asset in valuta locale e del loro coinvolgimento in attività illecite.
Fortunatamente, l'ordinanza proibitiva è stata impugnata presso la Corte Suprema dall'"Internet and Mobile Association of India". L'associazione, che rappresenta numerosi exchange di criptovalute indiani, ha sostenuto che attualmente non esiste una legge che tratti specificamente il trading di criptovalute. Pertanto, si tratta di un'autentica attività commerciale ai sensi della Costituzione indiana. Non esistono ancora defilegali in merito alle criptovalute, che sono, in un certo senso, una merce.
Una dura battaglia legale nella corte suprema
La RBI ha sostenuto di essersi costantemente opposta a qualsiasi sistema di pagamento alternativo non autorizzato che possa minare l'integrità del sistema finanziario del Paese. Ha aggiunto che negare l'accesso a tali canali finanziari garantisce la stabilità del fragile settore bancario indiano. È interessante notare che la banca ha affermato di non aver formalmente vietato il trading di criptovalute, ma di aver semplicemente avvertito gli operatori di non operare con valute virtuali.
L'attesissima decisione arriva dopo che sono state presentate diverse petizioni alla Corte Suprema per contestare il divieto imposto dalla RBI sulle criptovalute, che imponeva restrizioni a persone ed entità finanziarie sul trading di valute virtuali. È interessante notare che anche il trading di futures sulle criptovalute in India sta gradualmente aumentando.
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