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L’India sta davvero lasciando i BRICS? Ecco cosa sappiamo

DiJai HamidJai Hamid
Tempo di lettura: 2 minuti.
L'India sta davvero lasciando i BRICS? Ecco cosa sappiamo realmente
  • Le tensioni all'interno dei BRICS lasciano presagire una potenziale uscita dell'India dal blocco a causa dei suoi legami più stretti con l'Occidente.
  • Nonostante l'espansione dei BRICS, i conflitti, in particolare quelli relativi all'accordo sul petrolio russo, mettono in luce la scomoda posizione dell'India.
  • Il Paese ha risparmiato quasi 7 miliardi di dollari grazie a un accordo petrolifero scontato con la Russia, regolando i pagamenti in valute locali.

Le voci di una potenziale uscita dell'India dal blocco BRICS si sono moltiplicate. Considerate le ambizioni del blocco di allargare la propria adesione, è ironico come le tensioni all'interno della sua originaria alleanza preludano a una storia di frammentazione. Il punto focale? Il sottile ma evidente allontanamento dell'India da questo collettivo, optando invece per un avvicinamento all'Occidente. Questa svolta non è solo un mero cambiamento di alleanze; preannuncia una controversia che potrebbe portare un membro fondatore a uscire dal cerchio.

Per buona parte dell'anno scorso, i BRICS sembravano in una fase di crescita, con l'ingresso di altri sei paesi nel gruppo al vertice del 2023. Questa espansione non riguardava solo il numero di membri, ma anche l'inclusione di voci autorevoli come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, sotto questa facciata di crescita si celavano i semi della discordia, piantati fin dalla nascita dei BRICS, in particolare per quanto riguarda il ruolo e i rapporti dell'India all'interno del gruppo. Le fratture sono emerse in modo lampante quando le sanzioni contro la Russia hanno complicato gli scambi petroliferi, un'area di collaborazione vitale all'interno del blocco.

Il fulcro del conflitto

Al centro di questa discordia c'era un intricato accordo petrolifero tra Russia e India, concepito come elusione delle sanzioni occidentali. L'accordo non solo fu finanziariamente redditizio per l'India, facendole risparmiare quasi 7 miliardi di dollari, ma segnò anche un significativo passo avanti verso la de-dollarizzazione, con pagamenti effettuati in valute locali. Tuttavia, la trama si infittì quando la Russia propose compensazioni in yuan cinesi, un'ipotesi che non fu gradita all'India, dati i suoi rapporti poco cordiali con la Cina.

Questo groviglio finanziario è stato ulteriormente complicato dalla decisione dell'India di acquistare petrolio dagli Stati Uniti, una mossa riportata da Bloomberg. Considerando la posizione spesso anti-occidentale dei BRICS, questo sviluppo non ha esattamente suscitato il plauso degli altri membri. Qui vediamo il nocciolo del problema: il gioco di equilibrio dell'India tra i suoi tradizionali partner BRICS e i suoi impegni occidentali, una manovra carica di implicazioni geopolitiche.

Prospettive economiche in mezzo alle tensioni geopolitiche

Sul fronte economico, la storia dell'India è caratterizzata da una crescita robusta e da previsioni promettenti. S&P Global ha recentemente rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita per l'anno fiscale 2025 dell'India al 6,8%, sostenuta da unatrondomanda interna e da un aumento delle esportazioni. Questa revisione rispecchia l'ottimismo che circonda la traiettoria economica dell'India, che la definisce la principale economia in più rapida crescita a livello globale. Anche Moody's si è unita a questo coro di previsioni positive, prevedendo una significativa crescita del PIL dell'8% per l'anno fiscale 2024, alimentata dalla spesa pubblica e dai consumi interni.

La performance dell'economia nel trimestre di dicembre, con un tasso di crescita dell'8,4%, testimonia la sua resilienza. I settori manifatturiero, elettrico ed edile hanno guidato questa impennata, sfidando i timori di un rallentamento. Tale dinamismo ha spinto la Reserve Bank of India a rivedere al rialzo le sue previsioni di crescita, insieme alle aspettative di un defifiscale moderato e di un percorso strategico verso il consolidamento fiscale.

Tuttavia, la dinamica economica è segnata da sfide, tra cui la necessità di gestire tassi di interesse restrittivi e misure normative volte a limitare i prestiti non garantiti. L'anticipazione da parte di S&P Global di tagli dei tassi in diverse economie asiatiche, tra cui l'India, indica un approccio cauto ma strategico per promuovere la crescita economica in un contesto di pressioni inflazionistiche e difficoltà economiche globali.

Mentre l'India si muove in questo complesso scenario geopolitico ed economico, la questione della sua fedeltà ai BRICS o di una svolta verso l'Occidente rimane attuale. L'equilibrio tra il sostegno alla crescita, la gestione delle relazioni internazionali e l'orientamento delle politiche economiche interne sottolinea le molteplici sfide che la nazione si trova ad affrontare su questo palcoscenico globale.

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Jai Hamid

Jai Hamid

Jai Hamid si occupa di criptovalute, mercati azionari, tecnologia, economia globale ed eventi geopolitici che influenzano i mercati da sei anni. Ha collaborato con pubblicazioni specializzate in blockchain, tra cui AMB Crypto, Coin Edition e CryptoTale, realizzando analisi di mercato, reportage su importanti aziende, normative e tendenze macroeconomiche. Ha frequentato la London School of Journalism e ha condiviso per tre volte le sue analisi sul mercato delle criptovalute su una delle principali emittenti televisive africane.

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