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Il settore bancario europeo è pronto per la ripresa?

In questo post:

  • Le banche europee, come UBS, Deutsche Bank e Barclays, sono pronte a un potenziale ritorno, come suggerito dall'ex presidente di Morgan Stanley, James Gorman.
  • L'economia europea deve affrontare le sfide dei previsti tagli dei tassi di interesse e dell'aumento dei crediti inesigibili, ma c'è ottimismo per il miglioramento delle valutazioni delle banche.
  • Le banche europee stanno aumentando i rendimenti per gli azionisti, con dividendi e riacquisti che raggiungeranno i 121 miliardi di euro nel 2023, segnalando un cambiamento nella strategia finanziaria.

Il settore bancario europeo, spesso messo in ombra dalla sua appariscente controparte americana, si trova a un bivio. Mentre approfondiamo le prospettive di una ripresa del settore bancario europeo, è chiaro che questa non è solo una storia finanziaria: è una storia di resilienza, strategia e forse un pizzico di buona vecchia speranza. I pezzi grossi come UBS, Deutsche Bank e Barclays, un tempo considerati gli sfavoriti nel panorama bancario globale, potrebbero essere pronti a smentire i detrattori.

L'ex presidente di Morgan Stanley, James Gorman, in un inaspettato colpo di scena, ha accennato a un futuro più luminoso per queste entità europee. La domanda ora è: stiamo per assistere a una rinascita bancaria europea o questo ottimismo è solo un azzardo?

La realtà sul campo: uno scenario economico impegnativo per l'Europa

Nonostante le parole incoraggianti di Gorman, il settore bancario europeo si trova ad affrontare un contesto economico complesso. L'economia europea non è attualmente tra le più dinamiche, con i margini di interesse netti che hanno raggiunto il picco massimo. Si prevede che la Banca Centrale Europea e la Banca d'Inghilterra taglieranno i tassi di interesse nel corso del 2024. Inoltre, lo spettro di un aumento dei crediti inesigibili incombe, minacciando di destabilizzare la salute finanziaria sia delle aziende che dei singoli debitori.

Tuttavia, c'è un lato positivo: le valutazioni bancarie potenzialmente più elevate in Europa, grazie a un fattore scatenante tecnico: una nuova ondata di rendimenti di capitale per gli azionisti. Dopo un decennio in cui le banche americane hanno sovraperformato le loro controparti europee in termini di payout ratio, l'Europa sta finalmente recuperando terreno. Dal 2021, le banche europee hanno iniziato a distribuire dividendi e riacquisti di azioni proprie a un ritmo impressionante, attestandosi potenzialmente intorno all'80%, superando la media storica di circa il 40%.

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Gli utilitrone il via libera normativo hanno spinto i dividendi e i riacquisti di azioni proprie nelle banche europee a nuovi massimi, passando da 90 miliardi di euro nel 2021 a 121 miliardi di euro nel 2023. Questo cambiamento è significativo, considerando la tradizionale preferenza europea per i dividendi rispetto ai riacquisti di azioni proprie. Ma i tempi stanno cambiando e le autorità di regolamentazione europee sono ora più disposte ad allentare la domanda di azioni proprie, soprattutto dopo aver constatato la resilienza delle banche dell'Eurozona e del Regno Unito all'inizio del 2023.

Il potenziale ritorno: un raggio di speranza

In questo cauto ottimismo, alcune banche europee sono pronte a fare scalpore. UBS, ad esempio, dovrebbe registrare un'impennata nei pagamenti a seguito dell'acquisizione di Credit Suisse. Allo stesso modo, UniCredit, dopo l'impressionante performance di recupero del prezzo delle azioni lo scorso anno, è pronta a proseguire il suo percorso di efficienza. Altre banche come ING, HSBC, Lloyds e importanti banche irlandesi potrebbero seguire l'esempio con pagamenti sostanziosi.

Ma affinché questo slancio si concretizzi, il settore bancario europeo ha bisogno di qualcosa di più di qualche investimento eccentrico. Richiede la fiducia dei principali gestori patrimoniali statunitensi, che sono stati cauti a causa di anni di sottoperformance e di imprevisti politici in Europa. Con l'avvicinarsi del 2024, queste banche europee, che hanno già sovraperformato Morgan Stanley dall'inizio dell'anno, hanno la possibilità di sostenere questo trend e soddisfare le aspettative degli analisti.

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Nel frattempo, ladent della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, dipinge un quadro piuttosto fosco per il 2024, non prevedendo un ritorno alla "normalità" economica. In un panel al World Economic Forum di Davos, ha evidenziato le sfide e la graduale normalizzazione di consumi, commercio e inflazione dopo la pandemia. Tuttavia, ha accennato a un futuro incerto, diverso dalla normalità che conosciamo.

L'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) prevede un aumento del 3,3% degli scambi commerciali per il 2024, offrendo un barlume di speranza. Ma le incertezze, dai conflitti geopolitici alle interruzioni delle rotte commerciali globali, rendono imprevedibile il percorso futuro.

Il Ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner parla di "nuova normalità", riflettendo sui cambiamenti strutturali e sulle sfide che la più grande economia europea si trova ad affrontare. Con la Germania che ha evitato per un soffio una recessione tecnica nel 2023, la strada verso la ripresa è irta di ostacoli.

Il settore bancario europeo, pur affrontando un contesto economico difficile, mostra segnali di una potenziale ripresa. Con rendimenti di capitale migliorati, cambiamenti normativi e performance resilienti, queste banche potrebbero avverare la profezia di Gorman. Tuttavia, avranno bisogno di qualcosa di più del semplice ottimismo per affrontare le incertezze e tracciare un percorso verso una rinnovata importanza nell'arena finanziaria globale. Mentre osserviamo l'evolversi di questa situazione, una cosa è chiara: il settore bancario europeo non è ancora finito.

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