Christine Lagarde, a capo del FMI o Fondo Monetario Internazionale, ha parlato del ruolo dello Stato nei mercati delle criptovalute. Ha anche suggerito che i Paesi dovrebbero lanciare i propri token digitali.
Nel suo discorso al Fintech Festival tenutosi a Singapore, ha riconosciuto l'evoluzione dei cripto-token e ha proseguito discutendo del loro ruolo nel mondo della finanza moderna. Ha poi aggiunto che oltre il 90% di tutte le valute è digitale, pertanto il denaro che depositiamo in banca non è altro che una voce nei loro database.
Anche se questa potrebbe sembrare una novità, non lo è, poiché le banche centrali di molte nazioni, tra cui Svezia, Cina e Canada, stanno testando e studiando il potenziale e le applicazioni di una criptovaluta supportata dallo Stato.
Sebbene siadentche con la completa digitalizzazione gli stati aumenteranno il loro controllo sulle valute, non possiamo escludere la possibilità di un fallimento o di una reazione negativa a questa mossa.
Lagarde credeva che l'utilizzo di token supportati dallo Stato avrebbe aumentato la fiducia degli investitori, poiché avrebbe reso lo Stato responsabile di qualsiasi risultato, anziché un'azienda privata. In questo modo, la sicurezza e la privacy dei clienti potrebbero essere aumentate significativamente.
Tuttavia, questo potrebbe essere rischioso per lo Stato, poiché il token potrebbe andare incontro a instabilità e lo Stato dovrebbe coprire le perdite. Inoltre, lo Stato potrebbe provocare l'attività delle criptovalute nel Paese.
Lagarde ha affermato che il problema potrebbe essere risolto creando un rapporto amichevole tra pubblico e privato, in cui lo Stato si occupa della parte amministrativa, mentre il settore privato si occupa delle interazioni con i clienti.
Il FMI sostiene la criptovaluta per la governance