Un altro caso di mining illegale di criptovalute emerge in Russia: la polizia ha arrestato due cittadini russi, di cui non sono state rese note le generalità, con l'accusa di aver infettato computer statali e di averli utilizzati per il mining di criptovalute.
In Russia si sono verificati diversi casi di mining di criptovalute illegale. A ottobre, uno scienziato nucleare russo ha utilizzato impropriamente le risorse del suo luogo di lavoro per estrarre criptovalute, causando all'istituto danni per oltre quindicimila dollari (15.605 dollari USA). Inoltre, lo scorso anno, la polizia russa ha scoperto una vasta area illegale per il mining di criptovalute, con oltre seimila apparecchiature installate in una fabbrica di gomma in disuso.
La Russia non è nuova alle attività illecite legate alle criptovalute, e le più grandi truffe in questo settore sono all'ordine del giorno. Alcuni sostengono che ciò sia dovuto in parte alla sua posizione ambigua in materia. A giugno, il presidente della Commissione per il Mercato Finanziario della Duma di Stato, Anatoly Aksakov, ha sottolineato che, sebbene il Paese sia tollerante nei confronti di chi possiede Bitcoin acquistati su piattaforme di scambio estere regolamentate, non ha ancora raggiunto un accordo sulle attività di mining di criptovalute. Tale attività, ha confermato, è tuttora considerata illegale dalla legislazione russa.
Estrazione illegale di criptovalute: la nuova normalità in Russia
In un recente episodio simile dent la polizia ha arrestato due residenti locali per aver infettato i computer di organizzazioni statali e averli utilizzati per il mining di criptovalute, confermato lunedì dall'agenzia di stampa locale Tass.
In una conferenza stampa tenutasi lunedì, il vicedirettore del Centro nazionale di coordinamento per glidentinformatici, Nikolay Murashov, ha confermato la notizia, dichiarando che il primo sospettato,dent a Kurgan, è stato accusato di aver sviluppato una botnet in grado di contaminare l'intera rete informatica nazionale. Il secondo è stato arrestato per aver infettato i computer dell'azienda idrica statale JSC Rostovvodokanal.
Murashov ha poi illustrato un dato sconcertante sulla facilità con cui è possibile minare criptovalute illegalmente. Secondo lui, circa l'ottanta percento (80%) della potenza di calcolo disponibile di un computer può essere utilizzata per minare monete virtuali, il tutto all'insaputa dell'utente. Si tratta di un modo per guadagnare rapidamente, dato che possedere una criptovaluta è solitamente un investimento costoso.
Sebbene non sia ancora noto quale criptovaluta i sospettati abbiano tentato di estrarre, Murashov ha esortato le organizzazioni a esercitare un maggiore controllo sulle proprie risorse. L'estrazione di criptovalute dalle risorse aziendali potrebbe comportare un calo significativo delle prestazioni, con conseguenti perdite per l'azienda. Pertanto, ha sottolineato, la consapevolezza in materia di sicurezza informatica è fondamentale in questo momento.
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