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Come le nuove norme dell'UE costringono le Big Tech a vincoli legali

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Il peggior incubo delle Big Tech sono i piani antitrust degli Stati Uniti (1)Il peggior incubo delle Big Tech sono i piani antitrust degli Stati Uniti (1)

L'UE ha stretto le redini sui colossi della tecnologia, spingendoli in un potenziale pantano legale. Le nuove normative introdotte dall'organismo europeo hanno di fatto tolto il tappeto da sotto i piedi ad aziende come Apple, Google , TikTok e WhatsApp, mettendole in luce nella corsa europea per arginare il potere incontrollato delle grandi aziende tecnologiche.

Il nuovo ballo delle Big Tech con le regole dell'UE

L'ultima iniziativa del colosso europeo, il Digital Markets Act (DMA), ha svelato la sua lista di "guardiani", composta da giganti della tecnologia di fama mondiale: Apple, Microsoft, Google, Amazon, Meta e ByteDance, la società dietro la popolare piattaforma TikTok. E lasciatemelo dire, la lista è al tempo stesso impressionante e intimidatoria.

Questi "guardiani" non se la passano liscia. L'UE esige che questi servizi diventino più interoperabili con i concorrenti e impone la condivisione dei dati con i rivali. Se osano aggirare queste disposizioni, potrebbero essere colpiti da multe salatissime; stiamo parlando di miliardi di dollari. È chiaro: l'intento dell'UE non è solo quello di domare, ma di riconquistare il panorama tecnologico per una maggiore concorrenza.

A uno sguardo più attento, i 22 servizi che l'UE ha messo sotto esame includono alcuni dei nostri beni di prima necessità. Dal sistema operativo iPhone e dal browser Safari di Apple a Instagram e Messenger di Meta, dagli onnipresenti Maps e YouTube di Google al vasto marketplace di Amazon. È interessante notare che Samsung, un altro colosso della tecnologia, è riuscita a eludere questa classificazione. Furtivo o intelligente? A voi la scelta.

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Sono previsti ulteriori approfondimenti. La Commissione Europea, sempre pronta a nuove sfide, sta discutendo l'inclusione di iMessage di Apple e di un trio di servizi Microsoft. E proprio quando si pensava che fosse tutto finito, c'è anche la questione del sistema operativo per iPad di Apple su cui riflettere.

I criteri e le implicazioni per i titani della tecnologia

Ma non perdiamoci nei dettagli. La domanda fondamentale è: chi è esattamente un "gatekeeper"? La DMA ha alcuni criteri. Questi servizi devono vantare un fatturato annuo superiore a 7,5 miliardi di euro, mantenere un valore di mercato superiore a 75 miliardi di euro e coinvolgere almeno 45 milioni di utenti attivi mensili nell'UE. Ma, come sempre, c'è un margine di manovra, poiché le autorità di regolamentazione dell'UE hanno discrezionalità nell'interpretare parametri che vanno oltre questi parametri.

Microsoft e Apple, che non si lasciano mai mettere a tacere, hanno già sparato le prime raffiche. Microsoft sostiene che Bing, nonostante la sua vasta portata, non dovrebbe essere trattato alla stregua di Google Search. Apple, nel frattempo, sostiene che i numeri di iMessage non rientrano nei nuovi limiti.

Tuttavia, questi colossi della tecnologia non possono ancora rilassarsi. Da questo momento in poi, il tempo stringe. Hanno sei mesi per dimostrare la loro conformità, soprattutto per quanto riguarda i nuovi aspetti legali che riguardano la fusione di dati da vari servizi e la restrizione che impedisce di favorire i loro prodotti sulle loro piattaforme.

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E non pensate che sia finita qui. Quando daremo il benvenuto alla prossima primavera, queste aziende dovranno superare un altro ostacolo: presentare un rapporto di conformità, che illustri nero su bianco come stanno rispettando la linea. Le multe potrebbero arrivare fino al 10% del loro fatturato globale in caso di errore. Un prezzo salato, davvero!

Nel frattempo, il dramma si sviluppa quando Margrethe Vestager, ex commissaria alla concorrenza, si avventura in nuovi territori, lasciando il suo portafoglio di concorrenza al commissario belga Didier Reynders.

Le ultime norme dell'UE e le successive risposte delle grandi aziende tecnologiche non solo mettono in luce la situazione instabile del settore tecnologico, ma evidenziano anche il rapporto sempre più tumultuoso tra enti regolatori e giganti della tecnologia. Mentre le linee di battaglia si delineano e si ridisegnano, èdent che questo è solo l'inizio di una lunga e intricata danza.

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