In un'importante svolta per il Europea , i ministri delle finanze dell'UE hanno raggiunto un accordo per riformare le regole fiscali dell'Unione, in vigore da due decenni. Questo storico accordo, raggiunto mercoledì, è destinato a consentire una maggiore flessibilità nella riduzione del debito pubblico e a creare incentivi per gli investimenti pubblici durante i periodi di consolidamento del bilancio.
Questa riforma, che giunge in un momento in cui la regione è alle prese con elevati livelli di debito nazionale dovuti ai programmi di ripresa dalla pandemia e all'urgente necessità di nuove spese per il clima, la politica industriale e gli obiettivi di sicurezza, segna un cambiamento fondamentale nell'approccio alla politica fiscale dell'UE.
Il Ministro delle Finanze olandese Sigrid Kaag ha espresso soddisfazione per l'accordo, sottolineando che le nuove regole fiscali sono concepite per incoraggiare le riforme, lasciando spazio a investimenti mirati alle situazioni specifiche degli Stati membri. Questo approccio sfumato rappresenta un significativo allontanamento dal precedente quadro rigido, rappresentando una vittoria per i Paesi che propugnano regole più permissive, come quelli guidati dalla Francia.
Bilanciare responsabilità fiscale e crescita
Le nuove regole trovano un equilibrio tra le richieste dei paesi frugali dell'UE, come la Germania, e quelle di coloro che propugnano una maggiore flessibilità, come la Francia. Stabiliscono standard minimi per la riduzione media defie del debito che i governi devono rispettare, con la possibilità di una riduzione più lenta ma costante defie del debito a partire dal 2025, in un arco di tempo compreso tra quattro e sette anni. Questa flessibilità è fondamentale per i paesi che intraprendono riforme e investimenti in settori considerati prioritari dall'UE.
L'Italia, ad esempio, è riuscita a negoziare con successo che le riforme e gli investimenti già concordati nell'ambito del piano di ripresa post-pandemica dell'UE sarebbero stati sufficienti a estendere il periodo di riduzione del debito a sette anni. La Francia ha ottenuto una concessione che consente di escludere il pagamento degli interessi dallo sforzo di riduzione del defifino al 2027 per i paesi con deficit di bilancio superiori al 3% del PIL, garantendole maggiore flessibilità per gli investimenti.
Implicazioni per la politica economica dell'UE
Per soddisfare paesi come la Germania, le nuove norme stabiliscono anche un margine di sicurezza pari all'1,5% del PIL al di sotto del limite di defidell'UE del 3% del PIL. Questa precauzione mira a garantire che eventi imprevisti non spingano facilmente i governi oltre il limite, mantenendo la disciplina fiscale e consentendo al contempo le spese necessarie.
Questa riforma delle regole di bilancio dell'UE, nota come Patto di stabilità e crescita, è fondamentale per sostenere il valore della moneta unica europea, l'euro, limitando l'indebitamento pubblico. Il patto funge da contrappeso alla politica monetaria della Banca centrale europea, salvaguardando i limiti massimi dell'UE del 3% del PIL per defipubblico e del 60% del PIL per il debito pubblico.
La riforma è stata resa necessaria dall'impennata del debito pubblico causata dalla pandemia di COVID-19 e dalla crisi energetica seguita all'invasione russa dell'Ucraina. Le norme precedenti, che richiedevano una significativa riduzione annuale del debito, sono diventate irrealistiche nel nuovo contesto economico. In base alle nuove norme, i paesi con un debito elevato come l'Italia sono tenuti a ridurre il proprio debito di appena l'1% del PIL in media all'anno.
Inoltre, le nuove norme prevedono un trattamento speciale per la spesa per la difesa, una questione delicata per molti governi dell'UE a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Si concentrano sulla spesa netta piuttosto che sui defidi bilancio strutturali o nominali, poiché la spesa netta è direttamente sotto il controllo del governo.
In sostanza, l'accordo dell'UE sulla riforma delle regole di bilancio rappresenta uno sviluppo significativo, che offre più tempo per la riduzione del debito pubblico e incentiva gli investimenti pubblici durante il consolidamento del bilancio. In attesa di ulteriori negoziati con il Parlamento europeo, l'accordo è destinato a delineare il panorama economico dell'UE nei prossimi anni.

