Pur adottando una posizione piuttosto rigorosa sulle criptovalute, il governo cinese ha rilasciato una dichiarazione in merito al lancio di un sistema infrastrutturale blockchain di dialogo in collaborazione con Conflux Network. La piattaforma infrastrutturale blockchain su larga scala per l'iniziativa Belt and Road è il fulcro di questo piano. Questo piano, insieme alla continua intensificazione della repressione cinese contro le attività di trading e mining di criptovalute, porta un cambiamento di paradigma nell'economia del Paese verso la tecnologia blockchain, un evento sicuramente non solo appropriato, ma anche la migliore strategia per l'iniziativa Belt and Road
Superare i confini con la blockchain
La ragione principale di questo sistema unico nel suo genere è la creazione di una rete blockchain pubblica integrata ed efficace che verrà utilizzata per promuovere progetti di cooperazione tra i diversi paesi membri dell'iniziativa Belt and Road. La piattaforma mira artisticamente a sfruttare il potenziale della tecnologia blockchain per consentire la collaborazione globale e supportare applicazioni aperte che vanno oltre le restrizioni geografiche. Questo progetto serve a rappresentare il sostegno del governo cinese allo studio e all'applicazione della tecnologia blockchain insieme ad altre iniziative di commercio e cooperazione internazionale, pur mantenendo una certa cautela nei confronti delle risorse digitali.
Cosmos System, un equivalente multichain che funziona principalmente sulla rete Conflux, svolge un ruolo chiave in questa causa. Con il suo importante e all'avanguardia Shanghai Tree-Graph Blockchain Study Institute, sotto l'egida di Conflux Network, il governo dimostra che è possibile sfruttare l'ingegneria blockchain sviluppata a livello nazionale per migliorare l'applicazione degli obiettivi strategici.
La Cina affronta il paradosso delle criptovalute
L'impegno del governo cinese per sviluppare una rete blockchain pubblica si inserisce nel contesto del suo atteggiamento negativo nei confronti delle criptovalute. Dal 2017, il governo cinese ha implementato una serie di normative per limitare il ruolo delle criptovalute all'interno della propria giurisdizione, tra cui il divieto di tutte le operazioni in questo settore, la chiusura degli exchange di criptovalute e l'interruzione delle attività di mining. Queste misure, volte a salvaguardare la stabilità del centro finanziario e a fronteggiare i rischi derivanti dalla mancanza di regolamentazione del mercato delle criptovalute, dimostrano che il governo è consapevole di tali problematiche.
Questi controlli, tuttavia, non sono stati efficaci nell'impedire a una parte considerevole degli investitori cinesi di continuare a svolgere l'attività e persino di cercare nuovi modi per aggirare il divieto sulle criptovalute. Le statistiche dimostrano che numerosi investitori cinesi possiedono stablecoin e che i trader continuano a effettuare spese dannose attraverso l'uso di metodi alternativi. In definitiva, questa situazione contraddittoria non fa che mettere in luce la complessa interazione tra la cinese e la continua passione della popolazione per le criptovalute.
Stringere il cappio normativo
Da parte delle autorità di Pechino, la risposta alle minacce individuate dalle criptovalute avverrà principalmente attraverso l'emanazione di emendamenti che riguardano le normative antiriciclaggio (AML). Dall'ultima revisione della legge nel 2007, in concomitanza con l'introduzione delle criptovalute, la giurisdizione si sta già orientando verso una supervisione più rigorosa delle attività legate alle valute digitali emergenti. La disposizione si propone di affrontare i problemi legati all'utilizzo illegale di piattaforme di asset virtuali a fini di riciclaggio di denaro, nonché ai flussi occulti di risorse finanziarie.
La storia del cambiamento normativo è nata dopo che alcune segnalazioni suggerivano che molte piattaforme di trading di valute virtuali fossero banche fittizie che gestivano attività illegali con l'obiettivo di eludere le sanzioni cinesi sui cambi. Le autorità di regolamentazione cinesi hanno rivisto le proprie norme antiriciclaggio per includere le aste virtuali, in modo da ridurre i rischi ad esse associati e valutare il potenziale che i processi Bitcoin potrebbero avere per la prosperità economica in tutto il mondo.
Conclusione
La Cina ha intrapreso una nuova avventura con la creazione della piattaforma infrastrutturale blockchain ultra-large nell'ambito di Conflux Network, a dimostrazione della complessità del lavoro su blockchain e criptovalute. Mentre le autorità monetarie stanno iniziando a implementare norme più severe sulle valute digitali, il governo cinese ha riconosciuto le ampie promesse della blockchain. Questo progetto non solo contribuisce a rafforzare la governance e la trasparenza dei progetti transfrontalieri nell'ambito dell'iniziativa "One Belt One Road", ma si inserisce anche nel settore blockchain come uno dei centri di riferimento della Cina.

