In una sorprendente combinazione di antichità e tecnologia moderna, i ricercatori si sono rivolti all'intelligenza artificiale (IA) per svelare i segreti custoditi in antichi papiri carbonizzati dalla famigerata eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Uno studente universitario di 21 anni dell'Università del Nebraska ha recentemente fattodent vincendo 40.000 dollari per aver decifrato una parola daglimatic papiri di Ercolano, nell'ambito dell'ambiziosa Vesuvius Challenge.
Un'eredità avvolta nella cenere e nel mistero
Nascosti in modo discreto nei pressi di Pompei, i papiri di Ercolano erano conservati nella biblioteca di una villa privata, che si suppone appartenesse al suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone Cesonino. Questi rotoli sono rimasti in uno stato delicato tra conservazione e distruzione, nascosti sotto 20 metri di fango vulcanico per quasi due millenni prima di essere scoperti nel XVIII secolo. Tuttavia, la loro fragilità rappresenta un rischio sostanziale: una manipolazione impropria può ridurli in polvere, spingendo i ricercatori a trovare un modo per esplorarne il contenuto senza doverli dispiegare fisicamente.
La sfida del Vesuvio: una scommessa da un milione di dollari sulle parole antiche
Lanciata a marzo, la Vesuvius Challenge, sostenuta dagli investitori della Silicon Valley, offre allettanti ricompense da 1.000.000 di dollari, volte adtracla decifrazione dei rotoli, che ora si trovano nelle collezioni dell'Institut de France a Parigi.
La sfida è utilizzare la tecnologia contemporanea, in particolare l'intelligenza artificiale, per svelare il linguaggio nascosto dei rotoli senza comprometterne l'integrità fisica. Il professor Brent Seales, insieme al suo team, ha fornito un punto di partenza pubblicando migliaia di radiografie 3D e frammenti di papiro e condividendo un programma di intelligenza artificiale progettato per distinguere le lettere dai rotoli.
L'Odissea dell'IA: svelare antichi segreti attraverso la tecnologia moderna
Duedent, Luke Farritor e Youssef Nader, si sono distinti come figure di spicco in questa sfida, entrambi concentrandosi sull'antica parola greca "oc", che significa "viola". Questa scoperta è stata resa possibile dal loro approccio innovativo all'intelligenza artificiale, con Farritor che ha sviluppato un modello di apprendimento automatico incentrato su un "crackle pattern", simile all'inchiostro, inizialmentedentda Casey Handmer. Nader, d'altra parte, ha sviluppato questo modello, migliorando le tecniche di apprendimento automatico e applicando una strategia di trasferimento di dominio per adattare i modelli specificamente ai rotoli.
La svolta iniziale di Handmerdentun particolare "motivo di crepitio" nelle scansioni TC dei rotoli ha segnato una svolta fondamentale nella sfida. Il riconoscimento di questo schema, che assomigliava in modo evidente all'inchiostro, ha dato origine a un processo ciclico di scoperta e miglioramento. Man mano che venivanodente inseriti nel modello di apprendimento automatico di Farritor altri crepitii, il sistema si è progressivamente migliorato, rivelandone altri e offrendo una visione più approfondita dei rotoli.
Le tecniche adattive: unione di testi antichi con algoritmi moderni
L'approccio di Nader ha seguito una traiettoria leggermente diversa ma altrettanto innovativa. Ha esaminato attentamente i migliori lavori del concorso Ink Detection su Kaggle, con l'obiettivo di amplificare il metodo di apprendimento automatico di Stephen Parsons utilizzando frammenti isolati. Applicando una strategia di trasferimento di dominio, ha condotto un pre-addestramento non supervisionato sui dati dei rotoli, perfezionando successivamente le etichette dei frammenti, portando gradualmente alla luce le parole nascoste dagli antichi rotoli.
Con poche righe e almeno quattro colonne di testo ora riconoscibili, come ha osservato la Dott.ssa Federica Nicolardi, papirologa presso l'Università di Napoli Federico II, il percorso da percorrere è ricco di potenziale. La corsa alla decodifica del testo circostante e alla scoperta di maggiori dettagli sul contenuto sfuggente dei rotoli è un viaggio arricchito dalla sinergia tra passato e futuro, in cui gli scritti antichi vengono gradualmente illuminati attraverso la lente della tecnologia contemporanea.
La Vesuvius Challenge è una testimonianza delle straordinarie possibilità che si possono raggiungere quando passato e futuro si scontrano. Mentre i ricercatori continuano a svelare i segreti racchiusi nei fragili papiri, le parole di antiche civiltà rinascono grazie alla potente combinazione di intrighi storici e alle ineguagliabili capacità dell'intelligenza artificiale. La scoperta di questi antichi testi non solo riporta alla luce voci perdute del passato, ma esemplifica anche le potenti capacità della tecnologia moderna, creando un ponte tra le epoche e svelando la storia lettera per lettera.

