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Decodificare il passato: l'IA svela parole nascoste nei rotoli antichi

DiEditah PatrickEditah Patrick 3 min di lettura
Antico
  • L'AI decifra le parole di un rotolo antico, svelando i segreti del Vesuvio.
  • Vesuvius Challenge: Un'offerta da $1M per decifrare i papiri carbonizzati.
  • La parola antica 'porpora' rivelata dagli studenti grazie a un'innovativa intelligenza artificiale.

In una sorprendente combinazione di antichità e tecnologia moderna, i ricercatori si sono rivolti all'Intelligenza Artificiale (IA) per scoprire i segreti incorporati nei rotoli antichi bruciati dalla famosa eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Uno studente universitario di 21 anni dell'Università del Nebraska ha recentemente fatto notizia vincendo 40.000 dollari per aver decifrato una parola dai misteriosi papiri di Ercolano, come parte dell'ambizioso Vesuvius Challenge.

Un'eredità avvolta in cenere e mistero

Nascoste delicatamente vicino a Pompei, le papiri di Ercolano erano custodite nella biblioteca di una villa privata, presumibilmente appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare. Questi rotoli sono rimasti in uno stato delicato tra conservazione e distruzione, sepolti sotto 20 metri di fango vulcanico per quasi due millenni prima di essere scoperti nel XVIII secolo. Tuttavia, la loro fragilità rappresenta un rischio sostanziale: una manipolazione impropria può ridurli in polvere, spingendo i ricercatori a trovare un modo per esplorarne i contenuti senza srotolarli fisicamente.

Il Vesuvius Challenge: Una scommessa da un milione di dollari sulle parole antiche

Lanciato a marzo, il Vesuvius Challenge, sostenuto da investitori della Silicon Valley, offre un allettante premio di 1.000.000 di dollari mirato ad accelerare la decifrazione dei rotoli, che ora risiedono nelle collezioni dell'Institut de France a Parigi. 

La sfida consiste nell'utilizzare la tecnologia contemporanea, in particolare l'IA, per svelare la lingua nascosta dei rotoli senza disturbare la loro integrità fisica. Il professor Brent Seales, insieme al suo team, ha fornito un punto di partenza pubblicando migliaia di foto a raggi X 3D e frammenti di papiro e condividendo un programma IA pronto a discernere le lettere dai rotoli.

L'odissea dell'IA: Rivelare i segreti antichi attraverso la tecnologia moderna

Due studenti, Luke Farritor e Youssef Nader, sono emersi come figure prominenti in questa sfida, entrambi focalizzati sull'antica parola greca “oc”, che si traduce in “porpora”. Questa scoperta è stata resa possibile dal loro approccio innovativo all'IA, con Farritor che ha sviluppato un modello di apprendimento automatico focalizzato su un “modello di crepe”, simile all'inchiostro, inizialmente identificato da Casey Handmer. Nader, d'altra parte, ha costruito su questo, migliorando le tecniche di apprendimento automatico e applicando una strategia di trasferimento del dominio per adattare i modelli specificamente ai rotoli.

La scoperta iniziale di Handmer di un unico “modello di crepe” all'interno delle scansioni TC dei rotoli ha portato a un punto di svolta cruciale nella sfida. Il riconoscimento di questo modello, che ricordava fortemente l'inchiostro, ha dato origine a un processo ciclico di scoperta e miglioramento. Man mano che venivano identificate e alimentate nel modello di apprendimento automatico di Farritor, le crepe miglioravano progressivamente il sistema, rivelando ulteriori crepe e offrendo una visione più profonda dei rotoli.

Le tecniche adattive: Unire il testo antico con gli algoritmi moderni

L'approccio di Nader ha preso una traiettoria leggermente diversa ma ugualmente innovativa. Ha esaminato le voci principali del concorso Ink Detection su Kaggle, mirando ad amplificare il metodo di apprendimento automatico di Stephen Parsons utilizzando pezzi isolati. Applicando una strategia di trasferimento del dominio, ha eseguito un preaddestramento non supervisionato sui dati dei rotoli, successivamente affinando gradualmente le etichette dei frammenti, facendo emergere lentamente le parole nascoste dai rotoli antichi alla luce.

Con poche righe e almeno quattro colonne di testo ora distinguibili, come ha notato la dottoressa Federica Nicolardi, papirologa all'Università Federico II di Napoli, il percorso futuro è pieno di potenzialità. La gara per decodificare il testo circostante e rivelare di più sui contenuti elusivi dei rotoli è un viaggio arricchito dalla sinergia tra passato e futuro, dove le scritture antiche vengono gradualmente illuminate attraverso la lente della tecnologia contemporanea.

Il Vesuvius Challenge è una testimonianza delle cose straordinarie che si possono realizzare quando il passato e il futuro si scontrano. Man mano che i ricercatori continuano a svelare i segreti racchiusi nei fragili papiri, le parole delle civiltà antiche rinascono attraverso la potente combinazione di intrigo storico e le capacità senza pari dell'IA. Lo svelamento di questi testi antichi non solo risuscita voci perdute del passato, ma esemplifica anche le potenti capacità della tecnologia moderna, costruendo un ponte tra le epoche e scoprendo la storia lettera per lettera.

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Editah Patrick

Editah Patrick

Editah è un'analista fintech versatile con una profonda comprensione dei domini blockchain. Sebbene la tecnologia la affascini, trova sconvolgente l'intersezione tra tecnologia e finanza. Il suo particolare interesse per i portafogli digitali e la blockchain aiuta il suo pubblico.

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