Un recente sondaggio condotto dalla rete globale di studi musicali Pirate ha fatto luce sulla crescente diffusione dell'intelligenza artificiale (IA) nell'industria musicale. Con l'integrazione dell'IA in ogni ambito, dalla scrittura di canzoni al sound design, i confini tra creatività umana e assistenza delle macchine stanno diventando sempre più sfumati.
Ad aprile, un sondaggio condotto dalla rete di distribuzione Ditto ha rivelato che quasi il 60% di 1300 artisti utilizzava una qualche forma di tecnologia assistita dall'intelligenza artificiale nella propria produzione musicale. Tuttavia, non era chiaro fino a che punto questi artisti dichiarassero apertamente il loro utilizzo dell'intelligenza artificiale.
Il segreto dell'intelligenza artificiale nell'industria musicale
Il nuovo sondaggio di Pirate ha portato alla luce alcuni dati interessanti. Tra gli artisti intervistati, tra cui membri di band, cantautori, produttori e rapper, il 52% ha ammesso di non rivelare ai propri ascoltatori l'eventuale utilizzo dell'IA nella creazione dei propri brani. Questa riluttanza a condividere la notizia deriva da una preoccupazione, condivisa dal 53% degli intervistati, su come il pubblico potrebbe percepire la musica prodotta con l'ausilio dell'IA. Il sondaggio ha coinvolto oltre 1100 artisti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Germania, e il 25% ha dichiarato di aver già sperimentato l'IA nella produzione musicale.
Lo stigma che circonda l'intelligenza artificiale
Queste statistiche evidenziano una percezione negativa dell'intelligenza artificiale all'interno delle industrie creative. Il conflitto nasce tra l'innegabile utilità degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale e i potenziali rischi che comportano con la loro evoluzione, uniti allo stigma esistente sul loro utilizzo.
David Borrie, CEO di Pirate, traccia un parallelo tra l'attuale opinione pubblica sull'intelligenza artificiale e l'accoglienza iniziale dell'Auto-Tune nell'industria musicale. Ricorda: "L'Auto-Tune è stato criticato agli inizi, ma alla fine ha trovato il suo posto nell'industria musicale". Borrie suggerisce che l'intelligenza artificiale potrebbe intraprendere un percorso simile, diventando gradualmente uno strumento standard nella creazione musicale, man mano che artisti e pubblico si adattano a questa innovazione tecnologica.
Diverse applicazioni dell'intelligenza artificiale nella musica
È essenziale distinguere tra i vari strumenti e piattaforme di intelligenza artificiale a disposizione dei musicisti. Sebbene sia comodo raggruppare tutte le tecnologie legate all'intelligenza artificiale sotto un'unica etichetta, le loro applicazioni nella produzione musicale variano notevolmente.
Ad esempio, l'utilizzo di un plugin cometron 4 di iZotope, che impiega l'intelligenza artificiale per supportare il processo di mixaggio, è ormai una prassi consolidata. Molti artisti non sentirebbero il bisogno di nascondere tale utilizzo. Tuttavia, creare un'intera tracutilizzando generatori musicali basati sull'intelligenza artificiale come Soundful o Stable Audio e pubblicarla senza alcuna modifica potrebbe essere visto da molti come una scorciatoia, forse persino un atto di pigrizia creativa.
Entrambi i metodi utilizzano l'intelligenza artificiale, ma la misura in cui sostituiscono o potenziano il processo creativo "autentico" varia. Tra glidentesitanti nell'utilizzare l'intelligenza artificiale nella loro musica, una preoccupazione significativa era la potenziale "perdita di autenticità"
Con l'avanzare dell'intelligenza artificiale nell'industria musicale, è probabile che la sua accettazione e la trasparenza che circonda il suo utilizzo evolveranno. Proprio come strumenti come Auto-Tune hanno trovato la loro nicchia, l'intelligenza artificiale potrebbe trovare il suo ritmo nel mondo della musica, offrendo agli artisti nuove strade per la creatività e sfidando al contempo i tradizionali concetti di autenticità.

